Cavalli si o cavalli no?
È la domanda che serpeggia tra i tanti cittadini che si trovano a passare in piazza Università a Catania dove da qualche giorno si sta installando l’opera Fighting Horses, una monumentale scultura in bronzo patinato di Arturo Di Modica, l’artista siciliano – esattamente di Vittoria – autore del celebre Charging Bull di Wall Street.
Destano, infatti, non poca curiosità i 2 grandi cavalli: chi scatta foto, chi osserva stupito.
Realizzata nel 2019, l’opera misura otto metri di altezza e quattordici di larghezza e raffigura due cavalli che si sollevano sulle zampe posteriori, fino a toccarsi con quelle anteriori. Un gesto che richiama il rituale di corteggiamento tra un maschio e una femmina e nel quale la potenza della muscolatura si unisce all’eleganza del movimento, restituendo tutta la forza dell’interesse di Di Modica per il soggetto equestre.
Fighting Horses altro non è che il prototipo di un’opera molto più grande che l’artista aveva in mente, il progetto Wild Horses con cavalli alti 40 metri come omaggio alla propria terra ma mai ultimato. L’artista è morto nel 2021. E così è rimasto il prototipo che si può ammirare a Catania.
Fortemente voluta dal sindaco di Catania Enrico Trantino e grazie alla collaborazione della moglie dell’arista Stefania Drago: come ha evidenziato il sindaco, c’è in quest’opera il valore nobile del cavallo, in una città in cui troppo spesso viene associato alle stalle abusive e alle corse clandestine”.
Ma alla gente quest’opera piace?
CATANIA - “FIGHTING HORSES”, CURIOSITÀ E STUPORE
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