PRIVATIZZAZIONE SAC - I DUBBI DI CISAL CATANIA SULL’ITER

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“Un commissario straordinario può assumere da solo una decisione destinata a cambiare in maniera irreversibile il futuro di una delle infrastrutture più strategiche della Sicilia orientale?”. È la domanda posta dalla CISAL Catania sul percorso di privatizzazione della SAC e sulla prevista cessione della partecipazione di maggioranza della società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale della CISAL Catania, individua tre questioni sulle quali, secondo il sindacato, occorre fare chiarezza prima che il processo di privatizzazione raggiunga un punto di non ritorno: i limiti del mandato commissariale, il principio di rappresentanza nelle decisioni sul patrimonio camerale e la durata della gestione straordinaria della Camera di Commercio. A questi elementi si aggiunge un ulteriore aspetto che la CISAL ritiene significativo: un’istanza di accesso agli atti formalizzata il 29 luglio scorso al Commissario straordinario della Camera di Commercio che, secondo quanto riferisce il sindacato, sarebbe rimasta fino ad oggi senza alcun riscontro. “Non vogliamo emettere sentenze né anticipare valutazioni che competono agli organi preposti – precisa Lo Schiavo – Vogliamo però risposte, documenti e trasparenza. Quando si decide il futuro di un patrimonio di questa importanza, ogni dubbio deve essere chiarito prima e non dopo la vendita. Il silenzio non aiuta a dissipare dubbi e preoccupazioni. Prima gli atti, – conclude – poi le decisioni irreversibili”. CISAL Catania chiederà tramite i propri legali chiarimenti in merito alla questione agli organismi giurisdizionali competenti perchè “Non siamo davanti alla vendita di un bene qualsiasi. Qui si decide il futuro delle principali porte d’ingresso della Sicilia”.