AMMINISTRATIVE - IN SICILIA 4 CANDIDATI “IMPRESENTABILI”

di Katjuscia Carpentieri
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Le verifiche hanno riguardato 35 comuni in tutta Italia e alla fine sono 28 i candidati considerati ‘impresentabili’ alle prossime amministrative, che si svolgeranno il 24 e 25 maggio. È quanto emerge dalle verifiche svolte dalla Commissione parlamentare antimafia, in merito alle violazioni del codice di autoregolamentazione dei partiti. L’elenco è stato letto in commissione dalla presidente Chiara Colosimo. Tra gli ‘impresentabili’ anche il candidato sindaco per il comune di Agrigento, Luigi Gentile. Ma la situazione più incredibile riguarda Randazzo, nel catanese, dove risultano impresentabili ben tre candidati alla poltrona di primo cittadino: Alfio Pillera, sindaco Randazzo’; Gianluca Giuseppe Anzalone, e Concetta Carla Luisa Foti,. Le verifiche hanno interessato, in Sicilia, i comuni di Agrigento, Enna, Messina e Marsala, oltre ad alcuni comuni sciolti a seguito di fenomeni di infiltrazione o condizionamento di tipo mafioso. Tra questi, in Sicilia, Randazzo, dove lo stop della commissione, come detto, riguarda ben tre candidati.
Immediata la replica di Luigi Gentile, candidato a sindaco di Agrigento. Trovo alquanto surreale che venga contestata un’interpretazione normativa sull’approvazione di bilanci societari risalente tra l’altro al 2007 e di cui sono certo che verrà pronunciata sentenza di assoluzione, peraltro legata alla mia attività libero professionale nell’ambito di un collegio sindacale dice Gentile che aggiunge pertanto non mi faccio mettere la lettera scarlatta da nessuno, aspettando sereno e fiducioso il buon esito del procedimento”.
Anche la Foti interviene Non sono mai stata coinvolta in inchieste o procedimenti, né ho mai avuto alcun ruolo nei fatti che hanno portato allo scioglimento del Comune di Randazzo”, afferma la candidata sindaca del Comune di Randazzo. tutelerò con determinazione la mia immagine e la mia reputazione personale e politica. Qualunque utilizzo strumentale, deformato o lesivo di queste vicende, finalizzato ad attribuire contenuti diversi dalla realtà dei fatti o a diffondere ricostruzioni non corrispondenti al vero, sarà valutato nelle sedi opportune a tutela della mia persona».

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