Il processo di privatizzazione degli aeroporti di Catania e Comiso è entrato nella fase più concreta tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. L’obiettivo della Regione Siciliana e dei soci pubblici (Camera di Commercio del Sud Est socia di maggioranza) è trasformare il sistema aeroportuale in un hub strategico nel Mediterraneo. La delibera di avvio è stata approvata all’unanimità dai soci a marzo 2025. Si prevede la cessione di una quota di maggioranza compresa tra il 51% e il 66%. Dopo la fase di valutazione finale completata a fine 2025, l’iter procede con la selezione dei partner industriali ma il bando non è ancora stato pubblicato
La sfida del 2026 sarà quella di garantire che la privatizzazione non sia solo un’operazione finanziaria, ma un reale volano di sviluppo per il territorio, capace di reggere l’ambizioso traguardo dei 20 milioni di passeggeri entro il prossimo decennio.
Diverse grandi holding internazionali e operatori nazionali hanno manifestato interesse, tra cui: Mundys (ex Atlantia); F2i (Fondo italiano per le infrastrutture); Save (gestore dell’aeroporto di Venezia). Entro quest’anno si attende l’individuazione formale del partner privato che dovrà farsi carico del piano di ampliamento dei terminal (in particolare il rifacimento del Terminal B di Catania) e del potenziamento dell’intermodalità (collegamento ferroviario). Il 2026 potrebbe anche essere l’anno in cui la camera di coemrcio del sud est tornerà nella sua amministarzioen ordinaria