NISCEMI - LE IMPRESE AL SENATO: “I RISTORI NON BASTANO”

di Viviana Sammito
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Gridano all’emergenza gli imprenditori di Niscemi, ricevuti oggi in audizione dalla commissione Industria del Senato per discutere i danni della devastante frana dello scorso gennaio. La delegazione del Comitato spontaneo ha bocciato senza appello l’attuale decreto-legge, definendolo distante dalla realtà di un territorio dove l’agricoltura — che vale l’80% dell’economia locale — è “in ginocchio” a causa del collasso della viabilità e dei collegamenti. I rappresentanti delle imprese, tra cui Francesco Di Puma e Giorgia Galesi, hanno presentato un pacchetto di emendamenti definiti vitali. Le richieste principali riguardano l’estensione della sospensione di tributi e mutui da pochi mesi ad almeno 24 mesi, e il riconoscimento di indennizzi per il “mancato guadagno” basati sulla perdita di fatturato. “Solo nell’area prossima alla zona rossa — spiegano — sono andati in fumo dieci milioni di euro di fatturato”. Un punto critico riguarda la delocalizzazione: molte strutture sono ormai compromesse e irrecuperabili. Il Comitato chiede che gli aiuti siano estesi anche alle aziende fuori dalla “zona rossa” ma comunque isolate o danneggiate indirettamente. Il presidente della commissione, Luca De Carlo (FdI), ha garantito il “massimo impegno” per tradurre queste istanze in atti concreti durante la conversione del decreto, sottolineando la necessità di passare dalla solidarietà ai fatti. Le richieste chiave includono il riconoscimento del “danno funzionale” per chi, pur senza crolli, è isolato dal blocco della viabilità, oltre a contributi fino al 100% per la delocalizzazione obbligata. L’agricoltura, cuore dell’economia locale (80%), è in ginocchio: i costi di trasporto dell’ortofrutta sono insostenibili. Mentre le senatrici di Italia Viva, Musolino e Fregolent, incalzano il presidente Schifani per l’apertura di un tavolo tecnico regionale. La comunità chiede “tempi certi” e indennizzi per il mancato guadagno, rifiutando di abbandonare la città ma pretendendo strumenti adeguati per la sopravvivenza del tessuto produttivo.

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