Secondo i dati riscontrabili nel sito prontosoccorso.live e nei siti delle Asp in Sicilia – ma non tutti gli ospedali utilizzano un sistema di rilevazione online in tempo reale – alle 15 di oggi pomeriggio in attesa nei pronto soccorso degli ospedali siciliani c’erano oltre 400 persone. La confederazione italiana medici ospedalieri parla di una Sicilia bersagliata dal virus influenzale che, unitamente ad una scarsa adesione alla campagna vaccinale, manifesta tutti i suoi effetti negativi con un numero inusitato di pazienti con disturbi respiratori anche gravi. Si parla da quasi due anni della nuova rete ospedaliera ma alla fine se ne sono perse le tracce dicono dalla cimo. Alessandro Riccardi, presidente nazionale della Società italiana della medicina di emergenza urgenza denuncia come i malati rimangano in barella in pronto soccorso sovraccaricando il reparto con 10, 15, 20, 30 malati che potrebbero essere tranquillamente in una degenza ospedaliera”. Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia evidenzia come il picco non possa essere attribuito soltanto al picco influenzale. La programmazione sanitaria, evidenziano dal sindacato, non è mai davvero decollata e, soprattutto, la rete ospedaliera regionale è ferma da anni”. A chiedere una gestione programmata è il Codacons, che sostiene come “il picco influenzale non possa essere affrontato come un evento straordinario o imprevedibile”, ma, invece, “richiede una gestione programmata e interventi tempestivi a livello regionale”. Da lì l’appello al Governatore per un tempestivo intervento.
Dei 400 in attesa nel pomeriggio di oggi 45 erano nei tre ospedali ragusani, 78 nei in cinque ospedali palermitani, all’ospedale di Partinico 11, nel nosocomio Buccheri la Ferla 20, a Corleone erano due le persone in attesa, a Petralia Sottana 3 in attesa, nel nosocomio di Termini Imerese 6, nei sei ospedali trapanesi 18, nei 5 ospedali agrigentini 141 persone in attesa, nei 5 presidi sanitari siracusani 31 persone, al “Piemonte” di Messina 10 pazienti al Policlinico “Gaetano Martino” 30 persone, a Catania nei due presidi del Policlinico San Marco-Rodolico 27 persone. A questi vanno aggiunte decine di persone in quanto al computo mancano alcuni ospedali come il “Cannizzaro” e il “Garibaldi” a Catania e il “Papardo” a Messina e i sette ospedali dell’Asp Messinese.
SANITA' - L’INFLUENZA MANDA IN TILT I PRONTO SOCCORSO
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