NISCEMI - NOMINATO “POOL FRANA”, “FRATTURA VERSO L’ALTO”

di Viviana Sammito
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Oggi il primo vertice operativo tra il pool “Frana” della Procura di Gela, la Squadra Mobile di Caltanissetta e il Commissariato di Niscemi. L’inchiesta non punta solo a monitorare l’evento, ma a ricostruire la catena di decisioni urbanistiche degli ultimi decenni. Consulenti Tecnici sono stati nominati i docenti della facoltà di Geologia di Palermo, incaricati di stabilire se il movimento fosse prevedibile. Sotto la lente degli inquirenti ci sono le autorizzazioni edilizie concesse in zone fragili. Come sottolineato dal Capo della Protezione Civile Ciciliano, l’edificazione sul fronte di frana rappresenta un punto di “assoluta gravità” che andava evitato. Si indaga per disastro colposo, valutando se la mancata manutenzione del territorio o interventi umani abbiano accelerato il collasso. I dati tecnici descrivono un evento di portata epocale. La massa franosa ha raggiunto i 350 milioni di metri cubi, superando i 263 milioni della tragedia del Vajont del 1963. La frana non si muove solo “in avanti” verso valle, ma “mangia” il terreno verso l’alto (arretramento del coronamento). Questo comporta l’allargamento della zona rossa, che ora prevede una fascia di rispetto di 150 metri dal fronte. Nonostante la pioggia, i sensori dei Vigili del Fuoco non rilevano nuovi scostamenti critici, ma l’allerta resta massima poiché il terreno è saturo d’acqua. La gestione dei 1.309 sfollati (circa 500 famiglie) sta entrando in una fase strutturale. Per molti residenti della zona rossa il distacco sarà definitivo. Le abitazioni compromesse non saranno recuperate, ma abbattute o lasciate al naturale crollo.

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