PRIVATIZZAZIONE AEROPORTI - OK DEL MIT A SAC MA A QUALI CONDIZIONI?

di Viviana Sammito
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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato lo schema di procedura per la privatizzazione di SAC, la società che gestisce gli scali di Catania e Comiso. Si tratta di un passaggio burocratico cruciale che trasforma l’indirizzo politico dell’Assemblea dei Soci (marzo 2025) in un’azione operativa. Supportata da Mediobanca, Gianni & Origoni e Steer, SAC si appresta ora a raccogliere le manifestazioni di interesse per la cessione del pacchetto azionario di maggioranza. Tuttavia, oltre l’entusiasmo dei vertici per l’attrazione di capitali internazionali, la partita vera si giocherà sui dettagli tecnici del bando di gara. Restano infatti da chiarire i pilastri che determineranno la governance futura: la scelta tra una maggioranza semplice (51%) o una maggioranza qualificata (67%), fattore che sposta l’ago della bilancia del controllo strategico. Cruciale sarà anche la gestione del sovrapprezzo azioni (quanto resterà nelle casse sociali per investimenti?) e la definizione del valore del deal: sarà fissato una base d’asta dal venditore o si lascerà al mercato la libera offerta? Solo con la pubblicazione del bando si capirà se l’operazione sarà una vera svolta industriale o una mera cessione finanziaria. Un bando al 51% configura un “partenariato pubblico-privato” dove il territorio ha ancora voce in capitolo sulle scelte strategiche; un bando al 67% è una privatizzazione totale di fatto, dove il privato ha carta bianca sul futuro di Fontanarossa e Comiso, soprattutto su quest’ultimo in cerca di un forte rilancio e di compagnie aeree che puntino sul ruolo strategico nel sud est del Pio La tORRE.

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