DIGHE - PARERI DISCORDANTI SULLA QUANTITA’ DI ACQUA

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Nonostante le piogge abbondanti dei mesi scorsi, resta critica la situazione degli invasi siciliani. Il dato emerge dal report pubblicato sul sito della Regione dall’Autorità di Bacino sullo stato delle dighe dell’isola fino all’1 marzo. Secondo il documento attualmente le dighe conterrebbero oltre 536 milioni di metri cubi di acqua, ma vanno tolti circa 160 milioni di metri cubi di sabbia e terra accumulati negli anni e mai rimossi con interventi di manutenzione. Resterebbero utilizzabili dunque, solo 370 milioni di metri cubi di acqua, poco più di un terzo della capacità potenziale degli invasi. Tra i dati spiccano quelli della diga Garcia, nel palermitano, che, a fronte di una capacità di 80 milioni di metri cubi, al momento ne ha accumulati 30, e la Nicoletti, tra Leonforte ed Enna, che ne ha accumulati 8 a fronte dei potenziali 20. Quella delle limitazioni degli invasi è una questione risalente nel tempo: solo 25 delle 45 dighe siciliane funzionano a pieno regime. Molte sono ancora da collaudare o necessitano di lavori per problemi insorti durante i collaudi. Cinque sono praticamente inutilizzabili per quello che in termini tecnici viene definito “interrimento”, la presenza, cioè, di enormi quantità di terra mai tolta. “La verità è che le dighe sono state considerate contenitori a perdere e gli enti hanno rinunciato a pulirle perché ormai è troppo costoso: svuotare del fango un invaso oggi costa quanto costruirne uno nuovo” spiega l’ingegner Leonardo Santoro che fino a febbraio ha guidato l’Autorità di Bacino e che già nel 2024 aveva evidenziato la necessità di interventi strutturali indicando anche le misure da adottare. E non si fa attendere la replica del segretario generale ad interim dell’Autorità di bacino, Carmelo Frittitta, secondo il quale non si registra alcuna criticità negli invasi, anzi. Rispetto al 2025 ci sarebbe un +35% e rispetto al mese scorso un +38%, un incremento significativo che testimonia un netto miglioramento della disponibilità idrica grazie alle abbondanti piogge e ai lavori che hanno consentito di captare maggiormente tutta l’acqua. A queste riserve idriche si aggiungono, gli oltre 2.000 litri al secondo, che per Frittitta diventeranno presto 4.000, già recuperati grazie alle centinaia di interventi della Regione su pozzi e reti, oltre all’apporto dei tre dissalatori di Trapani, Porto Empedocle e Gela.

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