NISCEMI - PRECIPITA L’AUTO, REGIONE STANZIA 13 MILIONI

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Ha resistito per oltre una settimana e infine, nelle ultime ore, ha ceduto. L’auto in bilico, diventata uno dei simboli della tragedia di Niscemi, giace ora in fondo al precipizio sottostante quella che un tempo era la collina sulla quale sorge il paese. Il presidente della regione, Renato Schifani, ha ribadito stamattina quello che dice da giorni, ossia che si sta lavorando per “restituire nel più breve tempo possibile una casa agli sfollati di Niscemi e per permettere ai territori colpiti dal ciclone Harry di risollevarsi in vista della stagione estiva”. In particolare, per Niscemi, l’assessorato regionale alle Infrastrutture ha informato i componenti della cabina di regia di aver reperito 13 milioni di euro (8 per il 2026 e 5 per il 2027) che potrebbero essere utilizzati per un avviso pubblico che finanzi, con contributi a fondo perduto, i cittadini sfollati per l’acquisto di una nuova casa. Al sindaco Massimiliano Conti, nel frattempo, è stato chiesto di avviare una ricognizione degli alloggi Iacp e degli appartamenti vuoti o sfitti, in modo da assegnarli a chi ha la casa in zona rossa. Sono 352 le istanze pervenute, nella sola giornata di ieri, per beneficiare delle misure di assistenza e ristoro. E’ quanto emerso dall’ultima riunione del Centro di coordinamento soccorsi, presieduto dalla prefetta Donatella Licia Messina, e da oggi viene rafforzato il dispositivo di vigilanza già attivo per il controllo dei valichi della zona rossa con un contingente di venti militari dell’esercito italiano. Impossibile, invece, tentare di recuperare i 4 mila libri ospitati dalla biblioteca privata Angelo Marsiano. Il sindaco, dopo la mobilitazione di numerosi scrittori e intellettuali, ha fatto sapere che “sono sistemati in uno scantinato, in una stanza in bilico sul ciglio della frana. Quando l’emergenza cesserà, se sarà possibile recuperare qualcosa, di comune accordo con vigili del fuoco e protezione civile, lo faremo”. Un altro grave problema è quello degli imprenditori agricoli, che non possono andare a lavorare nelle loro aziende per l’assenza di collegamenti. “Servono le strade, non siamo interessati, adesso, a capire di chi siano le responsabilità. Di questo si occupa la magistratura” ha detto all’ANSA Gaetano Gentile, presidente dell’associazione Santa Maria, che raggruppa circa settecento produttori.

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