Con l’apertura alle 6 del Santuario di Santa Rita e l’esposizione del simulacro e degli ex voto, ha preso il via anche a Catania la lunga giornata che la comunità religiosa dedica alla santa dei casi impossibili: i devoti, infatti, si rivolgono a lei quando non vedono più vie d’uscita, chiedendo la sua potente intercessione per ottenere una grazia.
Proprio Santa Rita ha sperimentato in prima persona il lutto, le faide familiari, la solitudine e le prove più dure senza mai perdere la fede. Rita infatti sposò un uomo dal carattere duro che poi si redense, l’uomo però poi morì ucciso in una faida. I due figli volevano vendicare il padre ma Rita pregò affinché ciò non accadesse e i due giovani morirono a causa di una malattia. Lei riuscì a perdonare gli assassini del marito e così evitò una catena di vendette familiari.
Sola, Rita si rifugiò nella preghiera e per ben tre volte, avendo preso consapevolezza di voler diventare suora, provò a far parte delle suore agostiniane del monastero di Cascia. Ci riuscì solo quando i parenti si suo marito si riappacificarono con la famiglia degli assassini.
A Catania la solennità di Santa Rita è molto sentita e partecipata. Una lunga giornata in cui centinaia di fedeli seguono le sante messe, tutti con una rosa in mano da far benedire al termine delle celebrazioni eucaristiche. La Rosa perché rappresenta un miracolo legato a Santa Rita che, poco prima di morire, chiese a una cugina di portarle una rosa e dei fichi e nonostante fosse inverno spuntarono tra la neve.