NISCEMI - PROCURA APRE INDAGINE, ARRIVA LA MELONI

di Viviana Sammito
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Mentre la terra sotto Niscemi continua a muoversi con una forza inarrestabile, il baricentro dell’attenzione si sposta dal fango alle scrivanie della Procura di Gela. Il Procuratore Capo Salvatore Vella, ha preso in mano le redini di un’inchiesta che promette di andare ben oltre la semplice constatazione di un evento naturale catastrofico. Il fascicolo, aperto con le ipotesi di reato di disastro colposo e danneggiamento, non è solo un atto dovuto. È l’inizio di una caccia alle responsabilità che deve rispondere a una domanda brutale: si poteva evitare? Il Procuratore Vella, insieme a due sostituti magistrati, ha messo sotto la lente d’ingrandimento decenni di carte bollate, permessi edilizi e, soprattutto, i mancati interventi di consolidamento. Sebbene l’indagine sia attualmente a carico di ignoti, il mirino è puntato sulla catena di comando che avrebbe dovuto proteggere quel costone. Vella ha già mobilitato un pool di consulenti. Gli inquirenti stanno setacciando i documenti relativi ai fondi stanziati dopo la frana del 1997. Dove sono finiti quei soldi? I lavori di regimentazione delle acque sono stati eseguiti a regola d’arte? Si indaga anche sulla stabilità degli edifici crollati e sgomberati. La Procura vuole verificare se, in zone ad altissimo rischio idrogeologico, siano state concesse licenze o tollerate costruzioni che hanno appesantito il versante fragile. Con un fronte di 4 chilometri che ha sventrato strade e infrastrutture vitali, la Procura sta acquisendo tutti i monitoraggi geologici degli ultimi dieci anni. Mentre la premier Giorgia Meloni ha sorvolato la zona in elicottero promettendo rapidità negli interventi, ha chiarito scendendo dall’auto in pizza municipio prima di iniziare l’incontro al centro operativo comunale “Non facciamo piazzate, siamo qui per lavorare”. “Quanto accaduto per la frana del 1997 non si ripeterà, il governo agirà in maniera celere” è la rassicurazione, apprende l’ANSA, fatta dalla premier Giorgia Meloni durante la riunione nel municipio di Niscemi con il sindaco, il prefetto di Caltanissetta e la Protezione civile. Ai tecnici Meloni ha fatto domande specifiche e non appena il governo riceverà la fotografia completa di danni e conseguenze della frana, che ha provocato lo sgombero di oltre 1.500 persone dalle loro case con un fronte di oltre 4 km, saranno assunti provvedimenti immediati. La premier ha anticipato che ritornerà a Niscemi. Il ministro Musumeci è atteso alla Camera per rispondere al question time alle interrogazioni sulle misure urgenti e straordinarie a sostegno delle famiglie colpite dalla frana

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