Gli aumenti dei prezzi legati alla crisi in Medio Oriente stanno producendo un effetto concreto sul mercato italiano: la revoca delle offerte a prezzo fisso per energia elettrica e gas destinate a piccole e medie imprese e famiglie. Non si tratta di un fenomeno fisiologico, ma di una scelta che arriva in un momento in cui il sistema avrebbe bisogno esattamente del contrario: stabilità e prevedibilità. E’ quanto previsto dalle organizzazioni del lavoro l'(Associazione europea di professionisti e imprese), l’organizzazione datoriale di imprese, professionisti e Terzo settore, (l’Associazione che rappresenta in Italia tutti gli Utility Manager che operano nel settore dell’energia, gas e telecomunicazioni) e Consumerismo No Profit, l’associazione dei consumatori che supporta anche le aziende virtuose.
Le associazioni chiedono una pausa del decreto legge bollette e una revisione complessiva del mercato elettrico. La sparizione improvvisa delle offerte a prezzo fisso rappresenta un segnale di allarme: una reazione all’instabilità internazionale che finisce però per trasferire l’incertezza direttamente su famiglie e imprese.
Assium ha inoltre elaborato delle proiezioni sui possibili effetti della crisi del Medio Oriente
– in caso di incremento delle tariffe del 10% sia su luce che su gas, la maggiore spesa si attesterebbe attorno ai +207 euro annui a
– in caso di incremento del +20% per il gas e del +15% per la luce, l’aggravio sarebbe di +378 euro annui
– in caso di incremento del +30% per il gas e del +25% per la luce, l’aggravio sarebbe di +585 euro annui
Aepi, Consumerismo e Assium chiedono al governo nazionale interventi precisi: maggiore trasparenza nelle offerte commerciali, lo stop definitivo ai contratti telefonici e la trasformazione dei sussidi temporanei in investimenti strutturali per l’autonomia energetica del Paese.
Ma anche il settore della pesca in Sicilia si aggrava Il governo regionale non può stare a guardare e deve individuare subito misure appropriate”. Lo afferma il capogruppo all’Ars del Pd, Michele Catanzaro, dopo l’allarme lanciato dalle associazioni di categoria. ai problemi legati alle mareggiate dei giorni scorsi si aggiunge l’aumento dei costi operativi, aggravati dalla necessità di spostarsi verso aree più lontane e dal rialzo del prezzo del carburante, reso ancora più instabile dalla crisi internazionale in atto.
CRISI IN MEDIO ORIENTE - RINCARI GAS E LUCE. MISURE PER LA PESCA
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