Il gasolio stringe il cappio alla gola di imprese e cittadini, mentre il braccio di ferro sui prezzi accende lo scontro politico e sociale. Da Longi, nel messinese, l’assessore regionale alle politiche agricole, Luca Sammartino, ha lanciato il monito al governo nazionale: “Trovi il coraggio di fare scostamento di bilancio altrimenti gli italiani tra qualche mese subiranno altre impennate del caro carburante”. “Per quanto mi riguarda – ha poi diochiarato – non ci saranno mancette per feste e festicciole nelle variazioni di bilancio”. Per Sammartino le variazioni di bilancio potrebbero essere approvate in aula tra il 15 e il 16 ottobre.
Le misure tampone non bastano più: agricoltori, pescatori e autotrasportatori lanciano l’allarme attraverso Confimprenditori. Stefano Ruvolo, Presidente di Confimprenditori, grida la disperazione della categoria: gli sconti attuali sono solo palliativi e il tempo per agire è ufficialmente scaduto. La proposta sul tavolo è netta e inderogabile: un price cap rigido fissato a 1,95 euro al litro per il diesel. Dal fronte governativo, il ministro delle imprese e del made in italy, Adolfo Urso, rivendica con orgoglio il successo dell’adesione volontaria di oltre diecimila distributori. Tuttavia, per i settori produttivi che tengono in piedi il Paese, i tetti attuali restano ancora troppo alti per garantire la sopravvivenza. La rete stradale registra cali medi, ma la tensione resta alta e la rabbia delle categorie produttive continua a montare. Le richieste dei territori e delle imprese sono diktat: servono decreti immediati e riforme strutturali vere. Il tempo delle risposte di facciata è finito e i contribuenti esigono tutele reali prima che i listini tornino a volare.
CARO CARBURANTE - SAMMARTINO LANCIA MONITO A GOVERNO NAZIONALE
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