MODICA - SAN GIORGIO,PACE FATTA: ORA CONFRONTO SERRATO

di Viviana Sammito
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Una lettera a cuore aperto è quella inviata dall’Associazione dei portatori di San Giorgio di Modica per ricucire lo strappo nato in seguito alle critiche del Vescovo della diocesi di Noto, Mons. Salvatore Rumeo, sulla gestione della processione rilasciate durante la nostra diretta. Durante il rito, il Vescovo aveva denuciato in tv gli eccessi di fervore, temendo che la tradizione scadesse in un mero corteo profano. Per reazione, i portatori avevano adagiato il simulacro a terra, alla fine della festa religiosa, in segno di protesta, un gesto che oggi lo stesso direttivo definisce «estemporaneo, inopportuno e dettato dal momento». Nella missiva, l’associazione rivendica la sincera devozione delle tappe di preghiera, ritenute «intoccabili», ma si dice pronta a collaborare con la Chiesa e con il parroco, don Michele Fidone, per programmare tappe e momenti di preghiera, che già tuttavia ci sono ma il senso è quello di trovare un accordo unanime sia per garantire le festa, tra le più partecipate a livello regionale, sia per continuare ad onorare la tradizione trovando la sintesi con il Vescovado. Un primo disgelo è già avvenuto in Curia lo scorso 5 maggio davanti al Vicario Generale, monsignor Ignazio Petriglieri, in un vertice chiarificatore che ha riaperto i canali del dialogo. I portatori, ringraziando il Vescovo per i successivi segnali di apertura lanciati in tv, attendono ora la convocazione ufficiale per un confronto faccia a faccia che sancisca la tregua definitiva. Da entrambi le parti c’è la totale volontà di trovare un punto d’accordo per il bene di tutta la comunità ed è chiaro che dopo le parole del Vescovo dovrà avvenire la svolta. Mons Rumeo tuttavia è fuori sede per L’82ª Assemblea Generale della CEI a Roma

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