SANITA' - SCHIFANI ACCELERA MA GIMBE LANCIA ALLARME

di Viviana Sammito
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Il governo regionale siciliano si prepara a blindare la nuova rete ospedaliera. Il presidente Renato Schifani ha annunciato all’Ars che, entro dieci giorni, la Regione risponderà alle osservazioni tecniche del Ministero della Salute. L’assessore Daniela Faraoni ha derubricato i rilievi romani a normale “dialettica istituzionale”, sottolineando la necessità di derogare ai parametri rigidi del DM 70 per garantire l’assistenza nelle zone più impervie dell’Isola, dove il mare impedisce la mobilità extraregionale. “Si tratta di osservazioni tecniche ed endoprocedimentali che aspettavamo – sottolinea l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni – che ha aggiunto – “talvolta si dimentica che le altre Regioni italiane oltre i loro confini trovano altre Regioni con territori altrettanto organizzati che possono offrire i loro servizi ai cittadini che abitano in zone limitrofe: in Sicilia, oltre i nostri confini, abbiamo il mare. Pertanto nel rispetto del dialogo aperto con questa nota, al di là dei toni perentori usuali in quelle sedi, procederemo a ribadire bisogni differenti e situazioni diverse da quelle previste dal DM 70. Per il resto – conclude l’assessore – apporteremo i correttivi, che sono quasi tutti tecnici, la cui richiesta non è affatto una bocciatura, definizione che non possiamo certo rimettere al giudizio di una testata giornalistica”. E poi c’è il quadro critico dipinto dalla Fondazione Gimbe resta critico: il monitoraggio sulla Missione Salute del PNRR vede la Sicilia in forte ritardo, con solo il 7,8% delle Case di Comunità e il 9% degli Ospedali di Comunità attivi, cifre ben lontane dalla media nazionale. Mentre si lavora ai correttivi tecnici per evitare bocciature ministeriali, Gimbe avverte sul rischio concreto di dover restituire i fondi europei, evidenziando anche una scarsa adesione dei cittadini al Fascicolo Sanitario Elettronico, fermo al 26% contro il 44% della media italiana.

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