SERVONO INFRASTRUTTURE E CE NE ACCORGIAMO ORA

di Viviana Sammito
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L’Etna ha messo in scena uno spettacolo unico ma avremmo fatto a meno di assistere a scene di crisi, disagi e disservizi che continuano a gravare sulle tasche dei passeggeri e del comparto turistico che avrà ripercussioni anche per i prossimi mesi, a prescindere dall’etna. Non è una novità che l’etna erutti, si rimane invece sorpresi di come ancora ci si possa fare cogliere di sorpresa da questi eventi naturali. Senza un piano alternativo applicato d’urgenza, senza organizzazione con mezzi pubblici, treni: è sicuramente necessario un piano d’azione da mettere in campo subito quando ci si accorge che l’emergenza è alle porte. E’ emergenza o non lo è? L’etna lo è, dal momento che il fenomeno ha un inizio ed una fine ciò che non si può tollerare è la carenza infrastrutturale di cui ci accorgiamo solo in questi casi: perchè i danni sarebbero più attutiti con un sistema aeroporti treni collaudato per evitare il sacrificio, soprattutto a malati, anziani e bambimi, di avventurarsi in pullma sulpalermo catania per 4 ore, O PEGGIO DA TRAPANI se fossero stati subito invetstiti i fondi su comiso per allargare l pista, per avere più piazzole di sosta perchè che piaccia o no, in questi casi comiso è l’alternativa migliore perchè più vicina all’aeroporto che subisce la chiusura a causa dell’etna. Per il Movimento Elettori e Consumatori e socialdemocrazia “La Regione deve costituire un fondo di duecento milioni e aprire un ufficio ad hoc per chiedere scusa con atti concreti.” Ad avanzare questa proposta, Claudio Melchiorre, presidente Mec. “L’immagine che abbiamo dato è terrificante. La Sicilia è stata disegnata come un luogo di incapaci, ladri, profittatori. Non siamo così e chiediamo che ci sia un’immediata azione di ristoro per chi è stato danneggiato.” Si conta una montagna di richieste di risarcimento per danno biologico, per vacanza rovinata, per stress, oltre ai danni emergenti, a cominciare dalla perdita di caparre o soggiorni. Secondo Antonio Prelati, del comitato a difesa esviluppo dlel’aerpport dgeli ibleo, in Sicilia abbiamo ormai fatto l’abitudine a una politica che definisce “accelerazione” ciò che, in realtà, dovrebbe essere la normale conseguenza di una programmazione seria. Le risorse vengono stanziate, poi rimangono ferme; i progetti vengono annunciati, poi attendono; le autorizzazioni arrivano dopo anni; e quando finalmente qualcosa si muove, viene presentato come un grande risultato. Comiso non ha bisogno di altri anni di promesse. Ha bisogno di tempi certi, opere realizzate e risultati misurabili. CNA Sicilia lancia un duro allarme sulla paralisi dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa, bloccato dalle ceneri dell’Etna in pieno Ferragosto con ingenti danni al turismo e al commercio locale. La Confederazione sollecita un tavolo urgente con Governo, Regione ed ENAC per potenziare le infrastrutture e definire un piano strategico pluriscalo. Contestualmente, si richiedono ristori immediati, indennizzi e crediti d’imposta per le PMI colpite dai disservizi entro la fine dell’estate.
manca la volontà politica? perchè servono fondi e infarstutuure ma ce ne accorgiamo solo ora?