Lo smog nelle città italiane diminuisce, ma non abbastanza da cambiare davvero rotta. Secondo quanto emerge dal Rapporto Mal’Aria di città 2025 di Legambiente, che ha analizzato i dati delle Arpa regionali rilevati dalle centraline anti-smog, sono 13 i capoluoghi di provincia che nel 2025 hanno superato i limiti giornalieri di PM10. In Sicilia, Palermo conquista la maglia nera, davanti persino a Milano e Napoli. Situazione critica anche a Ragusa, dove la centralina del campo di atletica ha fatto segnare 61 sforamenti. Anche Arpa Sicilia ha confermato la criticità di queste due postazioni, situate in punti strategici del tessuto urbano, nel caso di Palermo, lungo un asse viario molto trafficato. Non va meglio per altri inquinanti legati al traffico veicolare, come il biossido di azoto. Guardando al 2030, anno in cui entreranno in vigore i nuovi e più stringenti limiti europei sulla qualità dell’aria, l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi: se fossero applicati oggi, risulterebbero fuorilegge il 53% delle città. Palermo, Catania e Messina dovranno ridurre entro quattro anni le concentrazioni di biossido di azoto rispettivamente del 39%, 33% e 26% per rispettare i nuovi limiti. Ragusa e Siracusa del 29% e del 10%. Secondo i dati dell’Agenzia europea per l’ambiente, nel 2023 le morti premature attribuibili all’esposizione al biossido di azoto sono state 106 nell’area urbana di Palermo, 92 a Catania e 9 a Messina.
TOMMASO CASTRONOVO Presidente Legambiente Sicilia
LEGAMBIENTE - SMOG, MAGLIE NERE PER PALERMO E RAGUSA
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