Svolta drammatica per la vertenza Pfizer a Catania. L’audizione al tavolo della Terza Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana ha certificato la rottura definitiva tra l’azienda e i lavoratori. L’amministratore delegato dello stabilimento etneo ha confermato la linea della multinazionale: nessuna riconversione produttiva, l’intenzione di cedere il sito e l’avvio delle procedure per 370 licenziamenti su un totale di 544 dipendenti. Dura la reazione dei sindacati UGL Chimici, Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL, che accusano il colosso farmaceutico di cancellare sessant’anni di storia e competenze sul territorio in nome del solo profitto. Per le sigle sindacali, la decisione mette a rischio centinaia di famiglie e apre la strada allo smantellamento di un presidio industriale strategico. Preoccupazione anche sul fronte politico: il deputato regionale di Forza Italia Salvo Tomarchio parla di un’azienda del tutto “chiusa al dialogo”. La palla passa ora a Roma: dopo la richiesta del governo Schifani di valutare riconversioni, nuovi investitori e ammortizzatori sociali, l’attenzione si sposta sul tavolo di crisi nazionale al Ministero del Lavoro e al Mimit, dove le parti sono state già riconvocate per il 24 settembre.
PFIZER - STOP RICONVERSIONE, CONFERMATI ESUBERI
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