I Carabinieri del comando provinciale di Catania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Dda etnea per far luce sul tentato omicidio, ad ottobre, di un giovane di Paternò. Secondo la ricostruzione della Procura catanese, l’agguato sarebbe scattato come rappresaglia per il ferimento del figlio di una delle cinque persone arrestate oggi. Per quell’aggressione, avvenuta il 30 agosto scorso, il 27 novembre era stato arrestato e portato in carcere Alberto Forte. I reati ipotizzati nei confronti dei 5 uomini arrestati oggi sono tentato omicidio e detenzione e porto abusivo di armi aggravati dal metodo mafioso. Il ferimento, ricostruisce la Procura di Catania, aveva determinato un’escalation di tensioni e propositi di ritorsione, anche in considerazione del fatto che il ferito è figlio di Andrea Giacoponello, ritenuto esponente di spicco dell’associazione mafiosa Assinnata di Paternò, articolazione territoriale della famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano e cognato del boss Salvatore Assinnata. Secondo le indagini dei carabinieri, il 1 ottobre 2025, a Paternò, un commando composto dai cinque indagati, capeggiati da Andrea Giacoponello, armati di pistola e mazza, fece irruzione nell’officina del padre di Alberto Forte, sparandogli contro tre colpi d’arma da fuoco e ferendolo a una mano. La vittima non denunciò, ma si recò all’ospedale Cannizzaro di Catania dicendo di essersi ferito in un incidente stradale. Dalle intercettazioni è emerso che nell’officina c’era un sistema di videosorveglianza grazie al quale i carabinieri hanno ricostruito le fasi finali del tentato omicidio. Condotti in carcere Andrea Giacoponello, Giorgio Castorina, Vincenzo Di Mauro, Antonio Di Cavolo e Giuseppe Romeo.
CATANIA - TENTATO OMICIDIO A PATERNO’, 5 ARRESTI
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