AVVISO 33 - TURANO LO REVOCA, SCHIFANI LO CONVOCA

di autore
17 visite

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha convocato con urgenza per lunedì l’assessore alla Formazione, Mimmo Turano, affinché riferisca sulle motivazioni che hanno portato alla revoca dell’Avviso 33 e sulle possibili ripercussioni sull’avvio dell’anno formativo 2026-2027. Il governatore intende acquisire tutti gli elementi necessari per valutare la vicenda e garantire la tutela di studenti, famiglie e operatori del settore. L’Avviso 33 è un bando pubblico promosso dall’Assessorato della Formazione Professionale della Regione Siciliana, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo e l’obiettivo principale è la “Formazione per la creazione di nuova occupazione”. L’annuncio della sua revoca, pertanto, per i sindacati è un atto gravissimo. Di “decisione incomprensibile che sconfessa il lavoro della stessa Amministrazione” parlano FLC CGIL Sicilia, CISL Scuola Sicilia e UIL Scuola RUA Sicilia, che condannano l’operato di Turano ed evidenziano le macroscopiche incongruenze di un provvedimento che cancella con un colpo di spugna mesi di rigoroso lavoro istruttorio svolto dagli uffici. La revoca è infatti la diretta e grave conseguenza del Decreto Assessoriale dello scorso 22 giugno, con il quale – tramite un atto di puro indirizzo politico – è stato disposto l’aumento dei corsi da 260 a 290, recependo pedissequamente le osservazioni avanzate da una sigla datoriale. Le ricadute di questo stop forzato – scrivono i sindacati – sono drammatiche e colpiranno i soggetti più vulnerabili della filiera, gli studenti e le famiglie, perchè si profila il rischio di pesanti ritardi nell’avvio dei percorsi formativi, negando il diritto all’istruzione. Rimarrà sempre l’ombra di un condizionamento esterno nella scelta adottata” concludono i Segretari generali, annunciand che metteranno in campo ogni iniziativa di mobilitazione e di tutela legale necessaria per difendere la dignità dei lavoratori, il futuro degli studenti e la trasparenza di un settore che non può essere ostaggio di interessi di parte.