MESSINA - MAFIA, SEQUESTRO DA 1MLN DI EURO

di Katjuscia Carpentieri
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Beni immobili per un valore di un milione di euro riconducibili a due fratelli residenti ad Oliveri sono stati sequestrati dalla polizia di stato di Messina, uno dei due già dirigente dell’ufficio tecnico del comune di Oliveri e l’altro ingegnere e libero professionista. Il sequestro è il risultato dell’attività congiunta della DDA di Messina e della divisione anticrimine della questura messinese. l’ex dirigente del comune avrebbe abusato dei poteri correlati all’incarico ricoperto, nell’arco temporale dal 2000 al 2012, in cambio di benefici di vario genere, a favore della consorteria mafiosa dei “barcellonesi”, riconducibile a “Cosa Nostra” ed attiva, specialmente, nel settore degli appalti per l’aggiudicazione di opere pubbliche nella provincia di Messina e zone limitrofe.
l’ex dirigente era ritenuto responsabile del reato di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, riportando la condanna, divenuta definitiva, alla pena di cinque anni di reclusione, arrestato nel 2020 e scarcerato per fine pena nel 2023 nell’ambito del procedimento “Gotha 3”, le cui indagini avevano ricostruito una mappa dettagliata degli appalti pubblici “truccati” e delle estorsioni commesse ai danni di imprenditori e commercianti della zona tirrenica delineando,gli stretti rapporti di collaborazione tra le mafie delle province di Messina, Catania e Palermo. L’allora dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Oliveri e, per un periodo, anche del Comune di Mazzarà Sant’Andrea, sfruttando la qualità di presidente della commissione di gara, da un lato, avrebbe truccato le gare di appalto, attraverso l’aggiudicazione di appalti pubblici in favore di imprese vicine alla consorteria mafiosa, dall’altro, segnalava gli imprenditori aggiudicatari della gara che poi venivano sottoposti ad estorsione
l’ex dirigente avrebbe anche approvato provvedimenti urbanistici ed edilizi illegittimi, riferibili al fratello ingegnere, in palese conflitto di interessi,
Anche dopo la scarcerazione, l’ex dirigente avrebbe continuato a favorire gli interessi della famiglia, sfruttando i rapporti con l’Amministrazione. ostacolando il licenziamento, conseguenza della sentenza di condanna di secondo grado.
Le persone interessati ad avviare operazioni di lottizzazioni o in generale di costruzione di complessi immobiliari, sarebbero stati obbligati ad affidare la progettazione delle opere all’ingegnere in caso contrario sarebbero stato ostacolati nella fase di approvazione dei lavori dall’ex dirigente
È stato, inoltre, accertato che il libero professionista sarebbe stato socio occulto di due società fra di loro collegate, entrambe in liquidazione, che avrebbero conseguito illeciti profitti, nell’edilizia.

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