si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti ai PM di gela, il ministro per la protezione civile ed ex presidente della regione siciliana Nello Musumeci iscritto nel registro degli indagati insieme ad altre 12 persone, tra le quali gli ultimi 4 governatori dell’isola, nell’ambito dell’inchiesta sulla frana che, a gennaio scorso, a Niscemi, ha determinato il crollo di un costone roccioso trascinando a valle case e mezzi e decine di immobili. Musumeci ha depositato una memoria come, prima di lui avevano fatto Renato Schifani e Rosario Crocetta. L’inchiesta è coordinata dal procuratore Salvatore Vella.
E’ solo la prima fase dell’indagine e riguarda la mancata realizzazione delle opere di mitigazione che avrebbero potuto impedire o ridurre le conseguenze della frana che a gennaio ha messo in ginocchio Niscemi e che furono stabilite dopo il primo grosso evento franoso del 1997 e il mancato mantenimento dei sistemi di monitoraggio a tutela degli abitanti. Nel 1999 fu sottoscritto il contratto di appalto per la realizzazione degli interventi per 12 mln di euro ma nulla fu fatto. Il contratto con l’Ati che si era aggiudicata la gara si risolse nel 2010. La seconda fase riguarderà i mancati interventi sulla raccolta e la regimentazione delle acque bianche e nere che fin da subito sono state individuate come causa dell’innesco del fronte di frana. La terza riguarda la zona rossa, sia quella interessata dalla frana del ’97 che quelle prossime al ciglio già individuate come a rischio molto elevato già nella relazione della commissione nominata con ordinanza della Presidenza del Consiglio. Gli accertamenti verteranno sui mancati sgomberi e le mancate demolizioni, sul blocco di nuove costruzioni e sulle autorizzazioni di opere che non dovevano essere realizzate.
“Il governo che ho avuto l’onore di presiedere ha posto, come tutti sanno, la lotta al dissesto idrogeologico in Sicilia come priorità. Parlano le leggi varate, i numeri, i cantieri e il confronto con tutti gli altri Enti in Italia”. ha detto Musumeci uscendo dalla procura di Gela
“Penso che non sarà l’unico confronto – ha concluso il ministro – Se servirà, il mio legale ed io stesso saremo disponibili”.
NISCEMI - MUSUMECI SI AVVALE FACOLTA’ NON RISPONDERE
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