Lavoravano in nero i due operai, il 49enne romeno Daniluc Tiberi Un Mihai e il 41enne tunisino Najahi Jaleleddine, morti precipitando dal cestello di una gru in via Ruggero Marturano a Palermo mentre eseguivano delle opere in un appartamento al decimo piano di uno stabile. Dai primi accertamenti degli investigatori, come riporta l’agenzia Ansa, confermati anche dalle testimonianze dei familiari delle due vittime, non avrebbero avuto alcun contratto e non risulterebbero iscritti né alla Cassa edile né alla Edilcassa. Nelle prossime ore il titolare della ditta Edil Tech per la quale lavoravano i due operai e il committente delle opere proprietario dell’appartamento interessato dai lavori, verranno iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo. Si tratta di un atto dovuto che consentirà loro di partecipare con propri consulenti all’esame autoptico sui corpi fissato, per lunedì, all’istituto di medicina legale del Policlinico. Saranno le indagini, coordinate dalla procuratrice aggiunta Laura Vaccaro a ricostruire la dinamica dei fatti. Secondo una prima ricostruzione, i due stavano effettuando dei lavori di ristrutturazione su una gru, quando il braccio del mezzo che sorreggeva il cestello si è spezzato, facendoli precipitare al suolo. I due uomini sarebbero caduti dal decimo piano, un impatto violentissimo che non ha lasciato loro scampo. Un 34enne, dipendente di un’officina di pneumatici sottostante, è stato trasportato all’ospedale Villa Sofia con un grave trauma cranico. A salvarlo, la pila di copertoni che ha attutito l’impatto del braccio della gru. Sul posto, vigili del fuoco, 118 e Polizia. I tanti testimoni presenti parlano di un forte boato, come se fosse scoppiata una bomba, e dei due poveri operai a terra nello scivolo. Unanime il cordoglio delle istituzioni. Il presidente della Regione, Renato Schifani, e quello dell’ARS, Gaetano Galvagno, parlano “di un’ennesima tragedia che evidenzia ancora una volta quanto sia importante garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro”. Quindi rivolgono un pensiero al lavoratore ferito, con l’augurio di una pronta guarigione, come anche il sindaco Roberto Lagalla. I sindacati parlano di “operaicidio”, esprimono rabbia e dolore e chiedono che venga fatta luce sull’accaduto, individuando eventuali responsabili. Quindi, assicurano immediata disponibilità ad intervenire a supporto dei familiari.
PALERMO - OPERAI MORTI, SI INDAGA PER OMICIDIO COLPOSO
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