Spaccio di droga nel rione San Berillo, a Catania. La polizia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di altre otto persone, indagate nella seconda fase dell’operazione ‘Safe zone’. A metà dicembre, come si ricorderà, erano stati condotti in carcere 36 stranieri di varie nazionalità e nei confronti di altri due indagati era stato disposto il divieto di dimora in città. L’operazione delle ultime ore è stata eseguita dalla Squadra mobile della Questura, coordinata dallo Sco e supportata da unità cinofile e dal reparto Prevenzione crimine Sicilia Orientale. Sei persone sono state condotte in carcere, mentre per altri due il gip ha disposto l’obbligo di dimora a Catania e il divieto di uscire nelle ore serali e notturne. Le indagini, coordinate dalla Procura etnea, negli ultimi mesi del 2024 hanno documentato, secondo l’accusa, l’operatività di una piazza di spaccio, ricostruendo le fasi della vendita della droga, gestita principalmente da extracomunitari di origini africane. Ricostruito nei dettagli, grazie alle videoregistrazioni, il modus operandi con il quale l’acquirente che veniva accompagnato, o comunque indirizzato, in punti ben precisi del quartiere dove poi avvenivano la contrattazione e la cessione di cocaina, crack, marijuana e hashish. La droga era nascosta ovunque: nelle fessure dei muri, dentro i bidoni dei rifiuti o sotto i tombini. La Procura ritiene anche di avere individuato un secondo livello costituito dai fornitori catanesi in grado di assicurare, a loro volta, i rifornimenti di droga ai pusher al minuto, direttamente sul posto. Nell’ambito dell’operazione ‘Safe zone’ complessivamente sono state disposte 46 ordinanze e sono stati sequestrati diversi chili di cocaina, crack, marijuana e hashish.
CATANIA - OPERAZIONE “SAFE ZONE”, ALTRI 8 ARRESTI
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