RIPOSTO - “PRESTO UN NOME A CHI HA UCCISO NOEMI”

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“Il nostro ottimismo sulla possibilità di dare un nome a chi ha tolto la vita a Noemi deriva dal fatto che sulla scena del crimine e all’interno dell’abitazione è stato fatto un lavoro eccellente”. Lo ha detto Valeria Raciti, legale di Erica e Gaetano, sorella e fratello di Noemi Impellizzeri, la donna 33enne trovata senza vita nella sua abitazione di Riposto, nel catanese, il 23 agosto scorso.

I due avvocati e il loro consulente di parte, il dottore Salvatore Spitaleri, ieri hanno assistito agli accertamenti tecnici irripetibili dei carabinieri del Ris di Messina su tutti i reperti raccolti nel corso dell’ultimo sopralluogo all’interno dell’abitazione della giovane. “Sono state campionate delle tracce biologiche presenti su superfici ed indumenti, potenzialmente, molto promettenti. C’è poi – hanno aggiunto – un reperto molto importante sul quale nutriamo grandi speranze: la corda rinvenuta intorno al collo della vittima. Una corda di ‘largo’ uso commerciale e non utilizzata per usi specifici”.
Proprio questo reperto, fanno infine sapere sempre il legale Raciti e il consulente Spitaleri “potrebbe portare la firma dell’assassino, il quale, a causa della manipolazione, può aver lasciato cellule epiteliali dalle quali è possibile estrarre il profilo del dna utile per finalità identificative”. “Le analisi – hanno infine evidenziato – sono in corso ed abbiamo motivo di ritenere che le risultanze porteranno a sviluppi investigativi di enorme rilievo”. “Erica e Gaetano – ha concluso la penalista che difende i fratelli di Noemi – hanno scelto di vivere privatamente il loro dolore, scelta che coincide con la mia linea difensiva, che non prevede l’esposizione mediatica degli assistiti, a tutela degli stessi”. (ANSA).

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