PALERMO - TRUFFA, INTERDIZIONE PER PIRAINO

di Marco Scavino
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Il gip aveva respinto la richiesta di misura interdittiva avanzata dai pm. Da qui l’appello al Riesame che ha accolto l’istanza degli inquirenti. disposto il divieto per un anno di esercitare l’attività d’impresa per Giuseppe Piraino, imprenditore divenuto simbolo della città che si ribella al racket poi finito sotto inchiesta con l’accusa di aver messo a segno 15 truffe legate ai bonus edilizi. La decisione è del tribunale del Riesame, che ha accolto il ricorso della Procura di Palermo guidata da Maurizio de Lucia. L’inchiesta è nata dalla denuncia di una palermitana. La donna ha raccontato che Piraino, legale rappresentante della società che si era aggiudicata i lavori di rifacimento della facciata del suo palazzo, non aveva mai portato a termine le opere. Dopo l’avvio dell’iter – con la certificazione di congruità delle spese sostenute che ammontavano a 267mila euro e la comunicazione dell’inizio lavori – l’amministratore di condominio ha reso noto all’Agenzia delle Entrate l’opzione scelta dello sconto in fattura del 90% con cessione dei crediti fiscali per “bonus facciate”. Ma i lavori, che si sarebbero dovuti completare entro 120 giorni, non sono mai stati terminati. E la ditta si è limitata a montare i ponteggi e poco altro. Piraino, dunque, non avrebbe mai maturato il credito d’imposta a seguito della cessione da parte del condominio, visto che i lavori non erano stati portati a compimento. L’inchiesta, che ha passato in rassegna una serie di appalti della società, ha accertato che il caso segnalato nella denuncia era tutt’altro che isolato. E che per il costruttore incamerare, attraverso il meccanismo dello sconto in fattura, crediti d’imposta illegittimi, in parte da cedere per monetizzarli ed in parte da usare in compensazione, era una prassi. Le truffe scoperte dalla Finanza sarebbero 15.

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