L’Università di Palermo ha inaugurato il suo 220° anno accademico all’insegna del binomio “fragilità e resilienza”, inteso dal Rettore Massimo Midiri non come slogan, ma come orientamento culturale contro il mito della performance. Sebbene l’Ateneo registri numeri record nell’ultimo decennio — oltre 8.000 laureati nel 2025 (+5%), immatricolazioni in crescita del 9,5% e un balzo di 200 posizioni nei ranking mondiali — resta l’allarme per il contesto socio-economico del Mezzogiorno. Secondo i dati Svimez 2025, il Sud perde ogni anno 8 miliardi di euro a causa della fuga dei cervelli: 175 mila giovani hanno lasciato il territorio, di cui la metà laureati. A questo si aggiunge l’emergenza di 1,2 milioni di “lavoratori poveri” e una crescente crisi abitativa. Per contrastare l’esodo, Midiri punta su un’offerta formativa aggiornata (165 corsi per il 2026/27) e sull’internazionalizzazione, con studenti da 90 Paesi. Al dibattito ha contribuito lo scrittore Marco Rovelli, che ha rivendicato per i giovani il “diritto al fallimento” contro una società narcisista, mentre il servizio di supporto psicologico UniPa (Siasp) ha potenziato gli interventi con 7.500 ore di assistenza, confermando l’attenzione dell’istituzione verso il benessere esistenziale degli studenti.
ANNO ACCADEMICO PALERMO - RECORD DI LAUREATI E FUGA DI CERVELLI
29