Terremoto nel pd siciliano. Il segretario regionale Anthony Barbagallo ha annunciato le proprie dimissioni dall’incarico e ha rimesso il mandato nelle mani della segreteria nazionale. “La sfida del 2027 è altissima – scrive – e ci chiede di mettere al centro ciò che ci unisce. L’unità non può essere soltanto una parola: deve tradursi nella capacità di compiere scelte, anche difficili. È da questa convinzione che nasce la mia scelta: fare un passo di lato, perché la generosità, a volte, consiste nel lasciare spazio affinché una comunità possa ritrovarsi e ripartire più forte”. Da tempo il Pd siciliano è spaccato, con i deputati regionali che contestano Barbagallo, il quale, a tal proposito, dice: “Ho lavorato per ricomporre le diverse sensibilità del PD, nella convinzione che nessuna divisione interna possa valere più della necessità di costruire un’alternativa credibile. Ma la ricomposizione ancora non arriva, l’agenda e le scadenze incombono ed il Pd è chiamato a cambiare marcia. Per affrontare l’ultimo tratto di strada serve un assetto nuovo, capace di restituire fiducia a tutte le anime del Partito e di farci avanzare insieme. Per agevolare questo percorso ho deciso di dimettermi. Porto con me tutta la ricchezza degli incontri e delle esperienze che hanno accompagnato questi sette anni straordinari”. A questo punto, secondo lo statuto del Pd, le strade percorribili potrebbero essere due: o l’elezione di un nuovo segretario da parte dell’assemblea regionale del partito oppure la nomina di un commissario da parte della segreteria nazionale con la successiva ratifica della direzione. Ma stando alle parole di Igor Taruffi, responsabile dell’Organizzazione nella segreteria nazionale del Pd, la seconda sarebbe l’opzione più probabile. “La scelta di Barbagallo ne conferma la serietà, il senso di responsabilità e il grande attaccamento alla comunità del PD – ha detto – ma ora è necessario affrontare i prossimi passi con rapidità e decisione e sarà nostro compito indicare la soluzione più autorevole, in modo che il Pd Siciliano possa affrontare le importanti sfide che ci aspettano in Sicilia e in Italia”. Proprio questa mattina erano state depositate al Tribunale di Palermo le liste dei testi nell’udienza convocata per l’esame dei ricorsi presentati da alcuni esponenti del Pd per presunte anomalie nella procedura congressuale che portò alla riconferma di Barbagallo a segretario del partito in Sicilia, ma dopo le dimissioni è probabile che il processo possa fermarsi con conseguente annullamento anche della riunione dei Garanti nazionali del Pd che avrebbero dovuto decidere su questi ricorsi.
PD - BARBAGALLO SI DIMETTE, DUE STRADE POSSIBILI
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