“Non lascio la DC, piuttosto credo che sia la DC ad avere abbandonato a se stesso chi ci aveva creduto davvero e che sia già giunta ad un punto irreversibile di non ritorno”. Così Gianfranco Fidone conferma la decisione di non rinnovare la tessera che lo ha legato, per circa un anno, alla democrazia cristiana. Il partito di Totò Cuffaro, alla luce dell’inchiesta che ha portato l’ex governatore ai domiciliari, continua dunque a perdere pezzi, ma Fidone dice che si è trattato quasi una scelta naturale, che non necessita di alcun clamore. “Già da diversi mesi – spiega – non partecipavo alla vita del partito e quindi, senza fare rumore, semplicemente ho deciso di fare un passo indietro. Da Sindaco civico, che non ha mai rinnegato la politica e anzi ne ha sempre riconosciuto il primato, ho ritenuto di aderire alla Democrazia Cristiana per un nome che identificava alla perfezione i miei valori e il mio modo di intendere l’impegno pubblico, oltre che per il rapporto con l’amico Ignazio Abbate. Ma da tempo, ormai, non condividevo la linea di un partito che perseguiva solo a parole ideali in cui mi ritrovo, ma che alla prova dei fatti si è dimostrato distante dalla mia idea di politica”. Il sindaco di Acate, però, ci tiene anche a precisare che questa decisione non ha nulla a che vedere con il suo rapporto con l’On. Abbate, che, scrive, è forte e prescinde del tutto dalle vicissitudini della DC, che non mi riguardano più da tempo, in alcun modo. Sono certo – conclude Fidone – che Abbate riuscirà a costruire un percorso che possa valorizzare una classe politica che si è riunita intorno a lui e che tanto ha fatto e potrà fare per il territorio ibleo.
ACATE - IL SINDACO FIDONE LASCIA LA DC
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