ARS - NO AL DDL ENTI LOCALI, LE REAZIONI

di Katjuscia Carpentieri
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quanto successo ieri all’assemblea regionale siciliana ha scatenato una serie di reazioni sia dei partiti della maggioranza che dell’opposizione. Il voto segreto per approvare il DDL enti locali non è stato segreto così come alcuni speravano ma è stato un voto che ha smascherato i franchi tiratori grazie ad una mossa a sorpresa concordata da molti deputati del centrodestra poco prima di votare . E si scopre così che tra i 33 voti contrari, che hanno affossato la norma, ci sono 7 parlamentari della maggioranza: Nicola D’Agostino, Margherita La Rocca Ruvolo e Riccardo Gennuso di Forza Italia; Ludovico Balsamo, Giovanni Di Mauro, Giuseppe Lombardo e Santo Orazio Primavera dei Popolari-autonomisti. Ha votato contro anche Gianfranco Miccichè del gruppo Misto.
“Abbiamo votato per come avevamo dichiarato in Aula attraverso l’intervento del nostro capogruppo Roberto Di Mauro, contro una norma che non condividevamo. Non c’era copertura finanziaria e non abbiamo avuto i chiarimenti richiesti. Quindi un voto coerente e trasparente, né franco, né tiratore”. Così in una nota i parlamentari del Gruppo Mpa-Grande Sicilia,
“Una norma inutile e pleonastica, meglio votare contro che ritirare vigliaccamente il tesserino, neppure fossimo noi l’opposizione. Lo dice all’ANSA il deputato regionale di Fi Nicola D’Agostino,
“Eravamo abituati all’ologramma Schifani. Oggi non vediamo neppure quello. In Aula c’è il vuoto. E il vuoto, in politica, pesa come un macigno”. Così il leader di ScN Cateno De Luca è intervenuto all’Ars durante per l’esame del ddl enti locali denunciando “l’assenza del governo e la mancata nomina dei due assessori ancora vacanti”.
Poi la decisione di abbandonare l’aula: “Non posso legittimare con la mia presenza una situazione che ritengo politicamente e istituzionalmente inaccettabile. Se si vuole continuare a far finta che tutto vada bene, lo si faccia senza di me.
Quanto accaduto ieri pomeriggio è l’ennesima prova che questo governo non ha più i numeri, gli resta una sola cosa da fare: andare a casa”. Lo dice il capogruppo del M5s all’Ars Antonio De Luca
“Gravissimo – aggiunge De Luca -movimento 5 stelle anche il fatto che è stato violato l’accordo, preso all’unanimità in capigruppo, di procedere al voto finale del ddl. Questo costituisce un pericoloso precedente con il quale il governo in futuro sarà costretto a fare i conti.
Ci vorrà ancora una settimana per il voto definitivo alle norme di riordino dei comuni che prevedono anche la presenza di genere al 40% nelle giunte cittadine. Abbiamo fatto una battaglia che già ha messo al sicuro la norma, dobbiamo attendere il varo degli ultimi articoli del ddl, tra cui quello che prevede il tagliando antifrode per le elezioni amministrative”. è quanto sostiene Roberta Schillaci, vice capogruppo del M5s all’Ars.

– “Non mi sono nascosta dietro il voto segreto, più semplicemente ho espresso il mio voto contrario a una norma che ritengo una follia, Se avessi temuto di essere scoperta avrei tolto il tesserino e il problema non si sarebbe neanche posto, ho votato invece con consapevolezza”. è invece la dichiarazione della deputata regionale di Forza Italia all’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo,

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