MODICA - PD A MONISTERI: “BASTA BLUFF SUL BILANCIO”

di Marco Scavino

Il pd di modica è pronto ad avviare una denuncia all’attenzione dell’Assessorato regionale delle Autonomie locali e del Ministero dell’Interno, al fine di verificare il rispetto degli obblighi che la legge impone agli enti in dissesto. Dal 2 febbraio con l’istituzione della commissione di inchiesta di quest’anno la sindaca Maria Monisteri al 7 ottobre ha fornito una serie di dichairazioni sul bilancio senz amai effettivamente presentarlo. Il PD fa riferiemtno anche alle ultime dichiarazioni rese a noi di mtg in cui la sindaca rassicurava sul fatto che si era ad un apsso dalal presentazione e che ogni martedì con il commissario veniva approfondita una annualità. Ancora più Tra le azioni più gravio quella della presa in giro consumata ai danni della città: il 12 maggio scorso, con toni trionfali, l’Amministrazione aveva annunciato in conferenza stampa l’approvazione in Giunta dello schema di ipotesi 2023-2027, spacciandola per la svolta del risanamento. Un bluff clamoroso, smentito dai fatti hanno detto dal pd. La segretria guidata da Francesco Stornello ha presentato 4 punti con cui chiede alla presidente dle consiglio la convocazione immediata della seduta di insediamento della Commissione d’inchiesta. alla Commissione d’inchiesta, come primo atto, l’acquisizione della relazione della Corte dei conti e sedute aperte e trasmesse in streaming; alla Sindaca e alla Giunta, la pubblicazione immediata del cronoprogramma trasmesso dal commissario ad acta e il rispetto della scadenza indicata dalla stessa Sindaca, l’11 novembre, un incontro pubblico aperto alla Città sul dissesto, . Il pd come detto si dice pronto a segnalare agli enti preposti le inadempienze.

COMUNICATO STAMPA
Dissesto, la Corte dei conti inchioda Modica davanti al Parlamento come «caso emblematico». Stornello (PD): «Basta silenzi, annunci mediatici e “si spera”: insediamento immediato della Commissione d’inchiesta e bilancio in aula. Non tollereremo altri rinvii».
MODICA, 19 ottobre 2026 – La Corte dei conti porta Modica davanti al Parlamento come l’esempio nazionale di tutto ciò che, nel risanamento degli enti locali, non funziona. Nella relazione 2025 sui Comuni in crisi finanziaria, approvata dalla Sezione delle autonomie il 24 settembre scorso, la nostra città ha una scheda tutta sua che suona come una condanna senza appello: sette versioni del piano di riequilibrio, un’istruttoria ministeriale durata 1.155 giorni, una voragine da 117,6 milioni di euro di disavanzo, una capacità di riscossione dei residui crollata sotto il 6 per cento e pagamenti ai fornitori fino a oltre 570 giorni di ritardo. È un atto d’accusa istituzionale che umilia la reputazione di Modica e inchioda responsabilità politiche e amministrative ben precise, maturate in larga parte nel decennio 2013-2022.
Un quadro che nei giorni scorsi ha trovato un ulteriore, pesantissimo riscontro nelle cronache giudiziarie, con la richiesta di rinvio a giudizio formalizzata dalla Procura di Ragusa nei confronti dell’ex sindaco Ignazio Abbate e di altri quattro indagati – tra cui l’allora Segretario generale dell’Ente – per le vicende legate ai ristori per il maltempo e alla gestione dei fondi regionali destinati ai buoni libro negli anni scolastici 2019-2022.
«Nel pieno rispetto della presunzione di innocenza e delle prerogative della magistratura, che accerterà nelle sedi opportune le eventuali responsabilità penali – afferma Francesco Stornello, segretario cittadino del Partito Democratico – il dato politico e amministrativo che emerge è devastante: mentre la Corte dei conti certifica al Parlamento il fallimento contabile di quegli anni, in sede giudiziaria si contesta l’indebita destinazione ad altre finalità di somme vincolate al diritto allo studio delle famiglie modicane, che secondo l’accusa non sarebbero mai state reintegrate. Davanti a fatti di questa gravità, ogni modicano ha il diritto di pretendere una risposta immediata: chi a Palazzo San Domenico ha il dovere istituzionale e giuridico di fare luce su questo disastro, cosa sta facendo? La risposta è inaccettabile: assolutamente nulla».
Il blocco della Commissione d’inchiesta: un’ostruzione intollerabile
Il 2 febbraio 2026 il Consiglio comunale ha istituito all’unanimità la Commissione consiliare d’inchiesta sulle cause del dissesto per esaminare vent’anni di gestione (2005-2025), assegnandole una durata massima di dodici mesi. A oltre otto mesi da quel voto, la Commissione non ha mai avviato i lavori: dopo l’elezione dei componenti, la nomina del presidente si è impantanata tra contestazioni incrociate di incompatibilità, dimissioni e un parere della Segreteria generale atteso ormai da mesi. Un ritardo che nessun cavillo può giustificare e che, nei fatti, equivale a un insabbiamento. Ogni settimana che passa svuota la Commissione del tempo che la delibera istitutiva le assegna: se qualcuno spera di arrivare alla scadenza senza aver aperto un solo fascicolo, sappia che il PD non lo permetterà.
«Chi ha votato per istituire la Commissione – incalza Stornello – ha ora il dovere di farla funzionare. Non accetteremo che un organo nato per dire la verità ai modicani diventi il luogo in cui la verità viene parcheggiata. Tanto più oggi, davanti alle contestazioni sull’utilizzo dei fondi vincolati come quelli per i buoni libro, è indispensabile fare chiarezza amministrativa su come sono state gestite le risorse dell’Ente. La Corte dei conti ha fatto la sua parte e la magistratura sta facendo la sua: adesso tocca al Consiglio».
Il bluff del bilancio riequilibrato: cinque annunci in nove mesi e la violazione della legge
Alla paralisi della Commissione si somma una condotta altrettanto grave sul fronte contabile. L’art. 259 del Testo unico degli enti locali (TUEL) fissa il termine perentorio di tre mesi dalla nomina dell’Organo straordinario di liquidazione – avvenuta il 5 giugno 2025 – per presentare l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato. Quel termine è scaduto da oltre un anno: non si tratta di un semplice ritardo, ma della violazione palese di un obbligo di legge.
: prima le richieste di proroga al commissario ad acta, poi la retromarcia del 5 agosto, quando la Giunta è stata costretta ad affidare fino al 31 dicembre un incarico di supporto a un esperto esterno per rifare un documento già dichiarato “approvato”, ma pieno di incongruenze e difformità nei dati contabili. A cinque mesi da quella conferenza stampa, del bilancio in Consiglio comunale non c’è traccia.
L’ultima puntata è del 7 ottobre. Rispondendo in televisione all’interrogazione urgente di tre consiglieri di opposizione, la Sindaca ha dichiarato: «Abbiamo finito, lo stiamo rivedendo», spiegando che l’ipotesi viene riesaminata un’annualità alla volta, ogni martedì, con il consulente esterno, secondo un cronoprogramma appena trasmesso dal commissario ad acta. E ha concluso: «Fra cinque settimane lo depositeremo, si spera». È un copione che la città conosce a memoria: a fine dicembre 2025 il bilancio sarebbe arrivato in Giunta «già da gennaio»; a gennaio la bozza era annunciata come pronta entro la fine del mese; a febbraio il documento era «completato»; a maggio è stato celebrato in conferenza stampa come approvato; a ottobre, di nuovo, «abbiamo finito». Cinque annunci in poco più di nove mesi, un incarico esterno da quasi 16 mila euro per correggere i numeri e, ancora una volta, una scadenza affidata a un «si spera». Intanto, a oltre venti mesi dalla dichiarazione di dissesto, nessun atto è arrivato in Commissione Bilancio né in Consiglio comunale.
«La Sindaca ha scelto la propaganda al posto del lavoro – prosegue Stornello –. Ha presentato come fatto ciò che non era ancora fatto, e oggi la città ne paga il prezzo. Ogni mese senza bilancio è un mese in cui il Comune vive di dodicesimi, non programma, non investe, lascia senza risposte imprese, creditori, lavoratori e famiglie. La Sindaca ha indicato cinque settimane e noi la prendiamo in parola: cinque settimane dal 7 ottobre significano l’11 novembre. Quel giorno l’ipotesi di bilancio deve essere depositata, senza altri “si spera”. Chi amministra un ente in dissesto non ha diritto all’improvvisazione: ha il dovere della serietà».
Le quattro richieste del Partito Democratico
Il Partito Democratico dice basta all’inerzia. Chiediamo con fermezza:
1. alla Presidente del Consiglio comunale, la convocazione immediata della seduta di insediamento della Commissione d’inchiesta, sciogliendo con un parere scritto e pubblico ogni nodo di compatibilità, perché nessuno sia chiamato a valutare atti di cui è stato protagonista, e assicurando la presidenza all’opposizione, a garanzia delle minoranze;
2. alla Commissione d’inchiesta, come primo atto, l’acquisizione della relazione della Corte dei conti, una verifica puntuale sulla gestione delle partite vincolate e il calendario delle audizioni dell’Organo straordinario di liquidazione, del Collegio dei revisori e dei dirigenti del settore finanziario, con sedute aperte e trasmesse in streaming;
3. alla Sindaca e alla Giunta, la pubblicazione immediata del cronoprogramma trasmesso dal commissario ad acta e il rispetto della scadenza indicata dalla stessa Sindaca, l’11 novembre, per la trasmissione al Consiglio dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, insieme a una relazione sulle incongruenze rilevate e sulle correzioni in corso;
4. un incontro pubblico aperto alla Città sul dissesto, nel quale la Sindaca illustri con trasparenza alla comunità modicana la reale situazione economico-finanziaria dell’Ente e presenti nel merito le scelte dell’ipotesi di bilancio, affinché cittadini, associazioni di categoria, sindacati e ordini professionali possano formulare le proprie proposte prima del passaggio in aula.
Se non arriveranno atti concreti, porteremo formalmente la vicenda
«Il dissesto non è un affare privato di Palazzo San Domenico: riguarda la carne viva di ogni famiglia, di ogni impresa e di ogni lavoratore di questa città – conclude Stornello –. Chiediamo a tutte le forze presenti in Consiglio, di maggioranza e di opposizione, e alla Giunta di assumersi finalmente le proprie responsabilità davanti ai cittadini: si sblocchi subito la Commissione e si porti il bilancio in aula, senza più un solo giorno di rinvio. Modica merita verità sul passato, serietà nel presente e una programmazione vera per il futuro».
Francesco Stornello
Segretario cittadino del Partito Democratico di Modica

Potrebbe interessarti anche: