RACCOLTA DIFFERENZIATA - TRAPANI E CEFALU’ RECORD DI RISPARMIO

di Viviana Sammito
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Il panorama della gestione rifiuti in Sicilia nel 2024-2025 restituisce l’immagine di un’Isola spaccata: da un lato città che hanno agganciato i parametri europei, dall’altro grandi centri che faticano a uscire dall’emergenza. Nonostante la media regionale si attesti intorno al 55,5%, la crescita complessiva segna un rallentamento (+0,6% nell’ultimo anno), complice la carenza di impianti e i costi di smaltimento fuori regione. La città di Trapani si conferma tra le punte di diamante della regione. Grazie all’estensione del “porta a porta” e alla rimozione dei cassonetti stradali, il capoluogo ha raggiunto il 66,5% di raccolta differenziata, superando l’obiettivo di legge (65%).
Strade più pulite e siti turistici liberi dai rifiuti Risultato economico è tangibile. Se nel 2018 la Tari era la più alta d’Italia (circa 600€ per un nucleo tipo), nel 2025 è scesa a 433€, nonostante l’aumento dei costi energetici e di trasporto. Il Comune prevede sconti per i single (-10%) e per le seconde case (-30%). Le performance provinciali variano drasticamente, con la Sicilia orientale e centrale che mostrano dati incoraggianti rispetto alle grandi aree metropolitane:

Ragusa,”70,8%”,Leader regionale per continuità e gestione.
Agrigento,”69,7%”,Tra i capoluoghi più virtuosi dell’Isola.
Enna,”69,0%”,Ottimi risultati favoriti dalla bassa densità abitativa.
Trapani,”67,3%”,Consolidata sopra la soglia del 65%.
Messina,”58,5%”,In forte crescita (era al 18% nel 2019); Tari tra le più basse.
Siracusa,”50,3%”,”Situazione critica, appesantita dall’alta produzione pro-capite.”
Catania,”34,7%”,Maglia nera per costi (Tari media 602€) e bassa percentuale.
Palermo,”16,9%”,Il principale freno alla media regionale.

Oltre ai capoluoghi, brillano le realtà locali. Cefalù ha registrato a febbraio 2026 un record storico dell’82%. Il regolamento locale premia i cittadini: superare la media annuale del 75% garantisce una riduzione del 5% sulla parte variabile della Tari (che sale al 10% se si tocca l’80% di differenziata).

Nel palermitano, piccoli centri come Sciara (85%), Lascari e Caccamo guidano la classifica dei “Comuni Rifiuti Free”, dimostrando che la collaborazione tra cittadinanza e amministrazione è la chiave per abbattere costi e inquinamento.

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