ACQUA - ISTAT, RAZIONATA SOPRATTUTTO IN SICILIA

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Nel 2024, le misure di razionamento nella distribuzione dell’acqua potabile hanno interessato complessivamente oltre un milione di residenti nei capoluoghi di provincia/città metropolitana, pari al 5,8% della popolazione complessiva dei capoluoghi, quasi interamente concentrati nel Mezzogiorno e, in particolare, in Sicilia. Lo rileva Istat.
Rispetto all’anno antecedente, si osserva un peggioramento sia della quota di popolazione coinvolta (+1,5 punti percentuali, quando i razionamenti interessavano 760mila residenti), sia nel numero di capoluoghi interessati dalle restrizioni, passati da 14 a 17 e configurando il secondo valore più elevato tra i capoluoghi a partire dal 2010. Colpa della marcata obsolescenza delle infrastrutture acquedottistiche, il protrarsi di significativi deficit di precipitazioni, in particolare nel Sud e nelle Isole
La combinazione di tali fattori ha determinato, in molti casi, una riduzione della disponibilità idrica negli invasi, anche nei territori già interessati da misure di razionamento, come in Sicilia dove il livello complessivo è diminuito del 30%. Nel 2024, sono state adottate misure di razionamento in tutti capoluoghi della Sicilia, tranne Siracusa. Tra i Comuni coinvolti figurano anche i capoluoghi di città metropolitana di Reggio di Calabria, Messina, Palermo e Catania. Quasi raddoppiato il numero complessivo dei giorni oggetto di misure emergenziali.

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