INVASI SICILIANI - NONOSTANTE LA PIOGGIA SITUAZIONE CRITICA

di Katjuscia Carpentieri
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Nonostante le piogge abbondanti dei mesi scorsi, resta critica la situazione degli invasi siciliani. Il dato emerge dal report pubblicato sul sito della Regione dall’Autorità di Bacino sullo stato delle dighe dell’isola fino all’1 marzo. Secondo il documento attualmente le dighe conterrebbero 536,11 milioni di metri cubi di acqua. Dato a cui però vanno tolti circa 160 milioni di metri cubi di sabbia e terra accumulati negli anni e mai rimossi. Resterebbero utilizzabili dunque, circa 370 milioni di metri cubi di acqua, poco più di un terzo della capacità potenziale degli invasi.
Tra i dati spiccano quelli della diga Garcia (nel palermitano che a fronte di una capacità di invaso di 80 milioni di metri cubi al momento ne ha accumulati 30, la Nicoletti che ne ha accumulati 8,54 a fronte dei 20,20 e la Pozzillo
Quella delle limitazioni degli invasi è una questione risalente nel tempo a cui, anche dopo l’emergenza degli anni scorsi: solo 25 delle 45 dighe siciliane funzionano a pieno regime. Molte sono ancora da collaudare o necessitano di lavori di manutenzione per problemi insorti durante i collaudi. Cinque sono praticamente inutilizzabili per quello che in termini tecnici viene definito “interrimento”, la presenza, cioè, di enormi quantità di terra mai tolta.
“La verità è che le dighe sono state considerate contenitori a perdere e gli enti hanno rinunciato a pulirle perché ormai è troppo costoso: svuotare del fango un invaso oggi costa quanto costruirne uno nuovo”, spiega l’ingegner Leonardo Santoro che fino a febbraio ha guidato l’Autorità di Bacino e che già nel 2024 aveva evidenziato la necessità di interventi strutturali indicando anche le misure da adottare

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