Non si placa l’ondata di roghi che da giorni sta devastando il territorio della Regione Sicilia. Dal 18 luglio i Vigili del Fuoco hanno portato a termine oltre 1.400 interventi di soccorso. La provincia di Agrigento risulta tra le più colpite dall’emergenza, con ben 240 roghi registrati. Per fare il punto della situazione, si è svolto un briefing al Viminale con il sottosegretario Prisco. In campo oltre 600 uomini e vari Canadair, dopo il picco di 900 operatori raggiunto ieri. Per garantire la continuità dei soccorsi, è stato disposto il rientro straordinario del personale. Oltre alla risposta operativa, si solleva durissima la protesta del mondo agricolo e zootecnico Legacoop denuncia che gli incendi non sono più una parentesi estiva, ma una crisi strutturale. Il prolungato abbandono delle aree interne, la mancanza di manutenzione e l’assenza di una programmazione efficace stanno distruggendo un patrimonio inestimabile di biodiversità, agricoltura e zootecnia. Le fiamme hanno colpito duro territori simbolo come i Monti Sicani, la Valle dello Jato, il Parco della Valle dei Templi e la riserva di Torre Salsa, azzerando foraggi, pascoli e anni di investimenti. Per il presidente Cristian Maretti occorre trasformare la tutela del territorio in una priorità strategica nazionale, puntando su prevenzione ordinaria e permanente. Il responsabile regionale Mimmo Pistone evidenzia la gravità della sconfitta collettiva subita da intere comunità rurali. Di fronte a questa drammatica realtà, il vicepresidente vicario Filippo Parrino propone di superare la precarietà del settore forestale introducendo un nuovo modello gestionale. L’idea è favorire l’organizzazione dei lavoratori in cooperative a cui affidare la cura pluriennale dei boschi, garantendo occupazione stabile e manutenzione costante tutto l’anno. Legacoop chiede infine alla Regione la proclamazione immediata dello stato di calamità, sollecitando interventi concreti per salvare il futuro dell’isola.
INCENDI - OLTRE 1400 INTERVENTI, CHIESTA CALAMITA’
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