CASO TRUMP - PAPA LEONE XIV - FRONTE COMUNE CHIESA E MONDO ISLAMICO

di Viviana Sammito
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Donald Trump indossa una talare bianca e un paramento rosso con ricami dorati, oltre allo zucchetto bianco – e, con un’espressione severa, sta amministrando l’estrema unzione. Una composizione cupa, quasi dantesca. La figura di Donald Trump, rivestita dei paramenti papali, non solo si appropria di un’autorità spirituale che non gli appartiene ma è l’emblema – come hanno tuonato i vescovi siciliani – di quel tentativo di “arruolare il Vangelo alle proprie idee politiche” denunciato dall’arcivescovo di Catania. Le recenti critiche del Presidente USA Donald Trump a Papa Leone XIV hanno innescato una compatta ondata di solidarietà in Sicilia, unendo vertici cattolici e comunità islamica nella difesa del messaggio evangelico di pace. Monsignor Giuseppe Marciante, vescovo di Cefalù, ha lodato la “franchezza” del Pontefice contro i potenti, esortando i fedeli all’obiezione di coscienza contro la guerra, definita un atto “anacronistico e privo di senso”. Poi l’invito rivolto a tutti i comuni della Diocesi a dare seguito all’impegno assunto ad Assisi nel 2024, davanti alla tomba di San Francesco: dichiararsi ufficialmente contrari alla guerra. Un gesto simbolico, ma dal forte valore civile e morale, per affermare con chiarezza che il territorio è una comunità che ripudia ogni guerra. Sulla stessa linea l’arcivescovo di Catania, Luigi Renna, che ha respinto i tentativi di strumentalizzazione politica del Vangelo, ribadendo che la parola di Cristo non è “addomesticabile” né arruolabile da visioni di parte. Il sostegno ha valicato i confini confessionali con l’intervento dell’Imam di Catania, Abdelhafid Kheit. In vista della storica visita del Papa in Algeria, l’Imam ha espresso vicinanza al Santo Padre per le offese ricevute, definendolo un “faro di pace” e sottolineando come la figura di Sant’Agostino funga da ponte culturale tra Islam e Cristianesimo. Anche il vescovo di Ragusa, Giuseppe La Placa, e l’associazione Don Bosco 2000 hanno espresso ferma condanna per la narrazione bellicista della Casa Bianca, rigettando l’uso di simbologie religiose per giustificare il riarmo e ribadendo il ruolo profetico del Papa come difensore dell’umanità contro ogni “delirio di onnipotenza”.