Audizione del Procuratore capo di Caltanissetta Salvatore De Luca questa mattina davanti alla Commissione nazionale antimafia. “Nel procedimento ‘mafia e appalti’ le indagini non si sono fatte” ha ribadito De Luca e la sua audizione arriva proprio all’indomani della richiesta della Procura nissena di archiviare uno dei filoni d’inchiesta, a carico di ignoti, sulle stragi di Capaci e Via D’Amelio, quella sull’inchiesta mafia e appalti, ritenuta uno dei moventi alla base delle stragi. L’audizione di oggi, non a caso, si è concentrata proprio sulle concause. “Nell’ambito dell’inchiesta su “mafia e appalti si è fatto un po’ di movimento, indagini solo apparenti. Nel “procedimento assegnato ai dottori Guido Lo Forte e Giuseppe Pignatone, è stato commesso un gravissimo errore procedurale che per l’80% ha vanificato tutto il risultato. Quello che si doveva fare era approfondire, anzi iniziare le indagini sulla posizione di Antonino Buscemi e delle cointeressenze col gruppo Ferruzzi che invece hanno goduto di impunità totale”. Il dossier ‘mafia e appalti’ viene assegnato nel 1992 dall’allora Procuratore Giammanco ai pm Sciacchitano e Natoli, poi il pool ‘mafia appalti’ viene smantellato” ha detto De Luca. L’ex pm Gioacchino Natoli, lo ricordiamo, è indagato dalla Procura nissena e l’anno scorso era stato sentito all’indomani del ritrovamento nella sede della procura di Palermo, dopo 30 anni, da parte della guardia di finanza di Caltanissetta, su delega della Dda nissena, di brogliacci di intercettazioni effettuate negli anni ’90 circa le infiltrazioni di Cosa nostra nel settore imprenditoriale e, in particolare, nelle aziende già appartenenti al Gruppo Ferruzzi. Le bobine erano già state trovate.
MAFIA - AUDIZIONE DI DE LUCA IN COMMISSIONE NAZIONALE
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