DL SICUREZZA - RIFORMA NORDIO: PENITENZIARIA VERSO AUTONOMIA

di Viviana Sammito
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Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha firmato la bozza di un nuovo decreto volto a garantire alla Polizia Penitenziaria una propria autonomia strutturale. Il provvedimento prevede la creazione di una gerarchia interna formata da personale in divisa, svincolando di fatto il Corpo dal controllo diretto del Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) — tradizionalmente un magistrato — e dai direttori civili. Nuclei operativi sensibili come il Gom (Gruppo operativo mobile) e il Gio (teste di cuoio) passerebbero sotto la nuova Direzione generale delle Specialità. La riforma, attribuita all’iniziativa dell’ex sottosegretario Delmastro, ha sollevato forti critiche dall’opposizione. Debora Serracchiani (Pd) denuncia il rischio di una pericolosa sovrapposizione tra “controllore” e “controllato”, temendo un arretramento nel bilanciamento tra sicurezza e diritti dei detenuti. Anche i sindacati appaiono divisi: mentre la Uilpa spinge per un’accelerazione della transizione, l’Osapp critica la moltiplicazione degli apparati burocratici. Il confronto decisivo con le parti sociali è fissato per il 28 aprile. In un sistema carcerario già sotto pressione, l’auto-referenzialità gerarchica promossa da Delmastro rischia di trasformare le carceri in zone d’ombra, dove il bilanciamento tra ordine e diritti umani diventa sempre più precario e meno trasparente. I veri temi da affrontare sono legati al sovraffollamento e alle condizioni disumane in cui sono costretti a convivere i detenuti e anche la polizia penitenzia, sempre sotto organico e vittime di un sistema che non garantisce riposi e condizioni umane sostenibili. E’ un provvedimento del quale si sta discutendo tanto in queste ore tra sindacati e polizia penitenziaria.