INFRASTRUTTURE - CNA RAGUSA DENUNCIA IMMOBILISMO

di Marco Scavino
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L’autostrada con il tratto su Scicli e la paralisi dell’aeroporto di Comiso sono i due simboli, diversi ma complementari, di una stessa fragilità: l’assenza di una visione infrastrutturale adeguata alle esigenze di uno dei territori più dinamici della Sicilia. Lo sostiene cna ragusa che denuncia come l’area iblea sia fortemente danneggiata. Il presidente territoriale, Giampaolo Roccuzzo, parla di una situazione non più tollerabile: «Non possiamo accettare che un territorio che produce, esporta, innova e crea lavoro venga sistematicamente penalizzato da scelte miopi e da un immobilismo che dura da anni». Lo scalo di Comiso, nato come infrastruttura strategica per il Sud-Est siciliano, vive una fase di sottoutilizzo che sta isolando ulteriormente la provincia. La drastica riduzione dei voli, unita al mancato ritorno di Ryanair nonostante le risorse stanziate dalla Regione e i bandi pubblicati, ha compromesso l’accessibilità del territorio. Le imprese denunciano costi più alti, tempi più lunghi, minori opportunità. «Non basta approvare i bilanci della Sac se quasi tutti i volumi sono generati a Catania», «La nostra provincia non può essere umiliata da un silenzio assordante che dura da troppo tempo». A questa criticità si aggiunge lo stallo totale del tratto autostradale Modica–Scicli, un’opera essenziale per la logistica e la mobilità interna. Nonostante gli impegni pubblici, la Regione non ha ancora garantito il finanziamento necessario né fornito un cronoprogramma credibile. Il segretario territoriale della Cna di Ragusa, Carmelo Caccamo, sottolinea la gravità della situazione: «Siamo davanti a un’opera annunciata, attesa, promessa, ma mai avviata. Non riusciamo a vedere un intervento risolutivo della politica regionale e nazionale, e questo è inaccettabile». Per questo la Cna territoriale di Ragusa chiede un cambio di passo immediato: rilanciare l’operatività dell’aeroporto di Comiso con un piano industriale serio e trasparente; favorire il ritorno di vettori strategici come Ryanair; sbloccare i finanziamenti per il tratto autostradale Modica–Scicli; definire un cronoprogramma certo e vincolante. «Le imprese chiedono infrastrutture, non promesse», conclude Caccamo. «Il futuro economico della provincia dipende dalla capacità delle istituzioni di uscire dall’immobilismo e assumersi finalmente le proprie responsabilità».

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