Il Tar Sicilia ha sospeso il calendario venatorio della Regione, accogliendo il ricorso presentato da Federazione Nazionale Pro Natura e Lega Antivivisezionista, con il supporto di Cabse Green Impact. L’ordinanza del 27 luglio riconosce la fondatezza dei rilievi delle associazioni e ferma la preapertura della caccia: una decisione che salva temporaneamente migliaia di uccelli migratori. “Per effetto di questa ordinanza – dichiarano le associazioni – la caccia in preapertura è soppressa e ne trarranno vantaggio le tortore selvatiche tra le specie che in Europa hanno sofferto un calo drammatico a causa della caccia”. La Sicilia – spiegano le associazioni – è uno dei principali corridoi migratori del Mediterraneo: ogni anno decine di migliaia di rapaci e centinaia di migliaia di altri uccelli attraversano lo Stretto di Messina e le zone umide costiere dell’Isola. Molte specie sono già in stato di conservazione critico, come l’allodola, crollata del 50% in Italia negli ultimi vent’anni. Nonostante ciò, la Regione ha continuato a inserire nel calendario venatorio specie vulnerabili, ignorando dati scientifici e indicazioni di Ispra, mentre da otto anni manca un piano faunistico venatorio, obbligatorio per legge. Le associazioni denunciano una gestione orientata a favorire le lobby venatorie, con investimenti nulli sulla tutela della fauna e controlli inesistenti sul territorio. Il ricorso sarà discusso nel merito il 20 ottobre. Nel frattempo, fino al 20 settembre, gli uccelli potranno migrare attraverso la Sicilia senza il rischio delle uccisioni autorizzate. Le associazioni auspicano che la Regione scelga finalmente la strada del birdwatching e del turismo ecologico.
CACCIA - DAL TAR SICILIA STOP ALLA PREAPERTURA
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