Nessun protocollo speciale per l’Hantavirus negli scali siciliani: le autorità sanitarie e portuali di Palermo, Catania e Messina non hanno attivato misure straordinarie. Il direttore dell’Usmaf Sicilia-Calabria, Claudio Pulvirenti, ha rassicurato definendo la situazione un “semplice focolaio epidemico” che non richiede procedure d’emergenza. I monitoraggi proseguono regolarmente attraverso le comunicazioni standard dei comandanti delle navi. Al momento, il rischio virale non ha dunque modificato la normale operatività di porti e aeroporti. In Sicilia però è stato alzato il livello di attenzione, come ha confermato Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe) siciliano, che ieri ha firmato una circolare indirizzata ai direttori generali, sanitari e dei dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie provinciali, oltre ai direttori generali delle aziende del servizio sanitario regionale. Scalzo ha sollecitato le strutture sanitarie a innalzare la guardia per prevenire possibili ricadute epidemiologiche legate a recenti eventi segnalati. La direttiva impone la massima diffusione di una nota ministeriale tra pronto soccorso, reparti di malattie infettive, medicina generale e pneumologia. Il richiamo coinvolge anche i laboratori di analisi e microbiologia per garantire un monitoraggio capillare. L’obiettivo è assicurare una risposta tempestiva e coordinata di tutto il sistema sanitario aziendale. La misura punta a contenere tempestivamente eventuali rischi per la salute pubblica nazionale.
HANTAVIRUS - NESSUN PROTOCOLLO NEGLI AEROPORTI SICILIANI
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