MONTAGNA GRANDE - INCENDIO, “ACCERTAMENTO RESPONSABILITA'”

di Katjuscia Carpentieri
33 visite

Dopo sei anni è tornata a bruciare la montagna grande nel trapanese, andati in fumo 600 ettari di terreno, il sindaco di Trapano Giacomo Tranchida insieme all’assessore alle politiche agricole Giuseppe Pellegrino avevano denunciato già nel 2020 la questione incendi. Oggi, l’amministrazione comunale insieme a tanti cittadini delle comunità trapanesi soprattutto delle frazioni est di Trapani, Ummari, Fulgatore, Ballata, con l’apporto di professionisti, provenienti dal territorio e il coinvolgimento di tanti ex operai forestali e giovani vicini alle tematiche ambientali, stanno lavorando affinchè vengano progettati azioni per ricostruzione del bosco. chiesta la deroga all’ex legge 10 che impedisce qualsiasi intervento per 5 e/o 10 anni nelle aree percorsi da incendio; * Togliere tutte le piante morte degli incendi pregressi; * Considerato che il Bosco di Montagna Grande era formato da un’alta percentuale di conifere, c’è da sperare, dichiara il sindaco, in una rinnovazione naturale mentre la parte alta dove insisteva una lecceta si dovrebbe intervenire con i tagli dando la possibilità di ricaccio.

La Montagna grande è stata da decenni, indenne da incendi, grazie anche all’attività di precedenti gestioni che avevano realizzato vasconi per accumulo di acqua e aste antincendio lungo i viali parafuoco, mettendo in atto azioni di controfuoco sotto la vigilanza di personale qualificato, funzionalità di torrette antincendio, viali parafuoco adeguati.
Ebbene seppur L’incendio del 2020 ha messo a dura prova la macchina pubblica di protezione civile regionale e nazionale, con grave dispendio di risorse pubbliche, sembra non sia servita la lezione, ha detto ancora Tranchida
In merito all’ultimo incendio dello scorso 13 giugno I punti di innesco sembra siano stati almeno tre e quindi si tratta di disastro ambientale colposo. Qualcuno del “mestiere” ritiene, conoscendo bene i luoghi, che dopo le 14 di sabato 13 con un elicottero doverosamente andava sorvolata la montagna e quindi individuata un area dove poter creare un largo viale parafuoco – anche sacrificando delle piante che si fossero trovate lungo i viali – da realizzare con delle ruspe sicuramente messe a disposizione in zona al fine di rallentare o fermare l’avanzata del fuoco.