ESAMI DI MATURITA' - CALDO NELLE AULE, “SERVE REVISIONE GESTIONE”

di Marco Scavino
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9 scuole su 10 non hanno l’aria condizionata, l’indagine i dati sono del portale Skuola.net sulla base di alcuni numeri dell’Osservatorio Civico sulla Sicurezza a Scuola di Cittadinanzattiva. Secondo il Coordinamento docenti diritti umani, è stimabile un investimento medio di 100.000 euro per edificio che comprenda impianti di climatizzazione, adeguamento delle reti elettriche, schermature solari, interventi di efficientamento energetico, installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria. “Stiamo affrontando il tema dei condizionatori, perché con gli investimenti enormi che abbiamo fatto in questi anni, grazie anche ai fondi Pnrr – ha spiegato il ministro a Skuola.net – sono sempre più numerose le scuole dotate di aria condizionata”, ha detto il ministro, ribadendo la necessità di un “incentivo economico a favore degli enti locali”, che sono proprietari degli immobili.
Il caldo estremo durante gli esami di Maturità ha scatenato un’accesa polemica per via delle aule prive di aria condizionata. I dati indicano che solo circa il 7% delle scuole italiane è climatizzato, provocando malori tra gli studenti. Mentre i sindacati chiedono un piano nazionale, la Francia ha già bloccato gli esami dopo le 12:00.I punti chiave della polemica e della situazione attuale in Italia includono:Il problema strutturale: Solo il 7,42% degli edifici scolastici è dotato di climatizzatori, trasformando le aule in vere e proprie “fornaci” con picchi oltre i 32°C. L’impatto sulla salute e concentrazione: Lo stress termico offusca la mente e riduce le capacità cognitive, aumentando il rischio di disidratazione, svenimenti e colpi di calore. Le richieste del Cnddu: Il Coordinamento Nazionale Docenti per la Disciplina dei Diritti Umani (Cnddu) ha proposto un massiccio piano nazionale, mentre i presidi sottolineano come l’attuale calendario scolastico sia inadatto alle nuove condizioni climatiche. Il confronto con l’Europa: All’estero la situazione è già regolamentata. In Francia, ad esempio, è stato vietato lo svolgimento di prove e orali dopo le 12:00 per tutelare i candidati dal grande caldo

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