ENNA - 120 DETENUTI IN RIVOLTA IN CARCERE

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Resta molto tesa la situazione alla casa circondariale di Enna dove 120 detenuti hanno preso il controllo del vecchio padiglione rompendo le telecamere di sorveglianza. Il carcere è stato circondato da carabinieri, polizia e guardia di finanza. La polizia penitenziaria ha chiesto aiuto ai colleghi di altre carceri e agli agenti del Gio (Gruppo Intervento Operativo) di Catania. Poco prima che scoppiasse la rivolta, erano stati sequestrati droga e diversi cellulari, introdotti nell’istituto di pena illegalmente. Non è un caso che la rivolta sia scoppiata proprio oggi, di sabato ed in piena estate con il piano ferie che decima ulteriormente la presenza degli agenti. Il carcere ha infatti l’organico del personale ridotto al lumicino e a fronte di 200 detenuti reclusi ci sarebbero 6 o 7 agenti in servizio.
FRANCESCO DAVIDE SCADUTO Vice Presidente nazionale CONSIPE
Un altro dei motivi della protesta sarebbe quello legato ai lavori di sistemazione che dovranno partire all’interno del carcere. Non sarà possibile, infatti, trasferire i detenuti in altre strutture, e questo comporterà l’ulteriore sovraffollamento di determinati settori della struttura.
FRANCESCO DAVIDE SCADUTO Vice Presidente nazionale CONSIPE
Preoccupazione viene espressa da tutte le sigle sindacali che tutelano la polizia penitenziaria. “La rivolta nel carcere di Enna è la riprova che lo Stato ha perso il controllo degli istituti penitenziari” dice il segretario del sindacato della polizia penitenziaria Aldo Di Giacomo. “Ci vuole un progetto per ridurre il sovraffollamento. In Sicilia sono 7147 le persone detenute, oltre 700 in sovrannumero” afferma Pino Apprendi, Garante per i diritti dei detenuti di Palermo.

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