CALTANISSETTA - SEQUESTRO DISPOSITIVI MEDICI FALSI

di Marco Scavino
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La merce non a norma, per un valore di circa 2 milioni di euro, era già stata distribuita a oltre 50 strutture sanitarie pubbliche e private in tutta Italia. Il Ministero della Salute ha disposto l’immediato blocco della commercializzazione di tutti i dispositivi della società. La Guardia di Finanza di Palermo ha sequestrato 259 tipologie di dispositivi medici privi di certificazioni di sicurezza, commercializzati da una società di Caltanissetta. Il legale rappresentante dell’azienda è accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità materiale. L’indagine, coordinata dalla Procura di Palermo, è partita da due apparecchi per la diagnostica forniti all’ASP di Palermo nel 2021. Gli accertamenti hanno svelato che i prodotti non erano registrati al Ministero della Salute, oppure lo erano tramite documenti falsi. L’azienda apponeva sulle etichette il proprio logo e falsi marchi CE, clonando i riferimenti di enti di certificazione tedeschi del tutto ignari. La truffa si estendeva ad altri 257 articoli di uso quotidiano, tra cui siringhe, deflussori e misuratori di pressione.

FONTI

GdiF PALERMO: DISPOSTO IL SEQUESTRO DI N. 259 TIPOLOGIE DI DISPOSITIVI
MEDICI NELL’AMBITO DELL’ASP DI PALERMO.
I Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione, stamane, a un decreto con cui il G.I.P.
presso il Tribunale di Palermo ha disposto, nei confronti di una società esercente l’attività di commercio
all’ingrosso di articoli medicali, il sequestro preventivo di 259 tipologie di dispostivi sanitari distribuiti a presidi
pubblici e privati, privi delle prescritte attestazioni di conformità e di sicurezza per la salute.
I reati per cui si procede nei confronti del legale rappresentante sono truffa aggravata ai danni dello Stato o di
altro ente pubblico e falsità materiale commessa da privato.
Le indagini – condotte dal Nucleo di Polizia Economico finanziaria della Guardia di Finanza sotto l’egida e il
coordinamento della Procura della Repubblica di Palermo – si sono inizialmente focalizzate su due tipologie di
dispositivi sanitari destinati alla diagnostica per immagini, oggetto di fornitura all’Azienda Sanitaria Provinciale
di Palermo e da questa distribuiti, a partire dal 2021, ai diversi presidi ospedalieri da essa dipendenti.
Gli accertamenti, in particolare, hanno evidenziato che il primo di tali prodotti non era stato registrato nella
banca dati nazionale istituita presso il Ministero della Salute, mentre il secondo era stato sì registrato, sulla base
però di documentazione falsa e non idonea ad attestarne la conformità tecnica e di sicurezza.
Nello specifico, la società fornitrice aveva prodotto una dichiarazione con cui si era qualificata falsamente come
fabbricante e un certificato di conformità riferito in realtà a un produttore cinese e non associabile all’articolo
medicale in questione.
Sulle etichette di entrambi i dispositivi, inoltre, l’azienda fornitrice aveva riportato, indebitamente, il proprio
logo quale fabbricante e i riferimenti identificativi di Organismi di certificazione tedeschi che, interpellati nel
corso delle investigazioni, hanno disconosciuto qualsiasi rapporto contrattuale con la stessa.
Muovendo da tali riscontri, le indagini si sono dunque estese a tutti gli articoli medicali commercializzati dalla
società e hanno permesso di individuare ulteriori n. 257 tipologie di dispositivi – tra cui siringhe da infusione e
irrigazione, sistemi di raccolta urine, strumenti per il monitoraggio della pressione, apparati tubolari, deflussori,
ecc. – che sarebbero stati registrati mediante documentazione tecnica e certificazioni predisposte
fraudolentemente al fine di aggirare la normativa di settore. Anche su tali dispositivi sarebbero stati illecitamente
apposti il logo della società quale fabbricante e i marchi CE riconducibili agli ignari organismi di certificazione.
Referente: Col. t.SPEF Carlo Pappalardo; Contatti: 3358359739
Le contestuali verifiche contabili hanno poi evidenziato l’esistenza di rapporti commerciali con oltre 50 strutture
sanitarie, pubbliche e private, distribuite su tutto il territorio nazionale, nonché con circa n. 30 operatori di
settore, ai quali sarebbero stati forniti dispositivi medici della specie per un valore commerciale di circa 2 milioni
di euro.
Gli esiti degli accertamenti sono stati condivisi con la competente Struttura Ministeriale che ha disposto
l’interruzione dell’immissione in commercio dei dispositivi registrati dalla società, in relazione ai quali
quest’ultima si dichiarava “fabbricante”, la cancellazione degli stessi dalla banca dati nazionale e l’immediata
sospensione dell’utilizzo delle dotazioni eventualmente ancora giacenti presso tutte le strutture sanitarie
nazionali.
L’operazione di oggi testimonia la costante attenzione e il perdurante impegno profuso dalla Guardia di Finanza,
nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo, nella tutela della salute pubblica,
nella prevenzione di possibili frodi in danno del Servizio Sanitario Nazionale e nel contrasto agli illeciti che
compromettono la regolarità delle forniture sanitarie.
Il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dei soggetti
coinvolti potrà essere accertata soltanto con sentenza irrevocabile di condanna, nel pieno rispetto del principio di
presunzione di innocenza.

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