DIRETTIVA BOLKESTEIN - SENTENZA CORTE GIUSTIZIA UE CAMBIA REGOLE

di Viviana Sammito
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La gara d’appalto per le concessioni degli stabilimenti balneari va indetta solo se c’è scarsità di spiagge libere e non è il caso della sicilia che, come ricorda il presidente dei balneari della Cna provinciale di ragusa, Marco Daparo è occupato dai privati solo per il 17%. La gara va indetta solo nei litorali in cui non ci è possibilità di avree nuove concessionicome rimini o riccione. Lo ha stablito una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea che, a questo punto, riaccende il dibattito sulle concessioni balneari e potrebbe incidere sull’applicazione della direttiva Bolkestein in Italia. La pronuncia è stata accolta con favore dalla maggioranza di governo, che la considera un possibile punto di svolta per superare anni di incertezza normativa e dare maggiore stabilità alle migliaia di imprese che operano lungo le coste italiane. La Corte di Giustizia ha chiarito che l’obbligo di indire procedure di evidenza pubblica previsto dalla direttiva Bolkestein si applica solo quando le autorizzazioni riguardano una risorsa naturale effettivamente limitata. La verifica dell’eventuale scarsità, tuttavia, spetta alle autorità nazionali competenti, sotto il controllo dei giudici. La decisione è destinata ad avere un impatto importante sul confronto politico e giuridico che da anni accompagna la riforma delle concessioni balneari in Italia.

MARCO DAPARO
PRESIDENTE BALNEARI CNA PROVINCIA RAGUSA

Il Governo, tramite il ministro Salvini, renderà disponibile entro fine mese il bando tipo per uniformare le gare delle concessioni balneari. L’esecutivo mira a coniugare concorrenza, continuità aziendale e tutela delle imprese familiari, forte della recente decisione della Corte europea. Inoltre, i dati sulla mappatura indicherebbero la mancanza di una scarsità generalizzata di spiagge, pur lasciando la valutazione finale alle autorità competenti caso per caso.