PRIVATIZZAZIONE AEROPORTI CATANIA E COMISO - CISAL: “OMBRE SULLA LEGITTIMITA'”

di Katjuscia Carpentieri
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“La Commissione aveva il dovere di porre domande precise. Se manca anche uno solo degli adempimenti previsti dalla legge, la delibera che ha avviato la privatizzazione è potenzialmente impugnabile”, lo sostiene il segretario provinciale della cisal di Catania giovanni Lo Schiavo, dopo l’audizione della IV commissione legislativa permanente ambiente territorio e mobilità all’ARS che si è svolto ieri pomeriggio all’aeroporto di Catania dedicata alla procedura di privatizzazione di SAC, la società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso.
Nel corso dell’audizione, la SAC ha ribadito la propria disponibilità al confronto con la Commissione, illustrando lo stato della procedura avviata per l’individuazione di un partner industriale che possa sostenere, attraverso un piano di investimenti, lo sviluppo infrastrutturale degli aeroporti di Catania e Comiso. A conti fatti, scrive la Cisal, però, ombre su legittimità e trasparenza nella procedura restano ancora.
“Quella che avrebbe dovuto rappresentare un momento di chiarezza e di approfondimento sul futuro della SAC e degli aeroporti di Catania e Comiso si è trasformata in una semplice esposizione dello stato della procedura, senza che venissero affrontati i nodi realmente decisivi. Ancora una volta, la montagna ha partorito il topolino”.
Secondo Lo Schiavo, “l’amministratore delegato della SAC ha illustrato una procedura già nota, senza fornire alcuna risposta ai quesiti che interessano cittadini, lavoratori e istituzioni. La Commissione Ars aveva l’opportunità di fare piena luce sull’iter amministrativo e giuridico che ha portato all’avvio della privatizzazione, ma non lo ha fatto”.
Per il segretario della CISAL Catania, le domande da porre erano poche, ma fondamentali.
“Era necessario verificare se il Commissario Straordinario della Camera di Commercio abbia approvato il Piano annuale obbligatorio di revisione delle partecipazioni che motiva l’alienazione delle quote SAC, se tale documento sia pubblico e accessibile, se la delibera contenga una motivazione tecnica ed economica dettagliata che dimostri la convenienza e la necessità pubblica dell’operazione e se lo stesso provvedimento sia stato trasmesso alla Corte dei Conti e al Ministero dell’Economia e delle Finanze per i controlli previsti dalla legge”.
“Se anche una sola di queste condizioni non fosse stata rispettata, la delibera che ha dato avvio all’intera procedura di privatizzazione sarebbe potenzialmente viziata e impugnabile.