FURTO OPERE ANTONELLO DA MESSINA - I BANDITI ERANO ALMENO 4, SI CERCA IL BASISTA

di Veronica Puglisi
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Proseguono le indagini della squadra mobile della questura di Messina e dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, dopo il clamoroso furto di quattro opere di Antonello da Messina del museo regionale della città dello Stretto, tre su cinque appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, asportata da una teca blindata . Gli inquirenti cercano il probabile basista che potrebbe aver agevolato il lavoro dei ladri. La banda era composta da almeno 4 persone: due banditi sono entrarti mentre altri due avrebbero atteso fuori. Tutti, secondo quanto riporta l’agenzia ansa, avevano il casco integrale da motociclista e le magliette nere. I banditi hanno approfittato della processione della Vara, il carro votivo in onore della Madonna dell’Assunta, che richiama ogni anno migliaia di persone per compiere il colpo. Due delle cinque tavole del Polittico, sono state lasciate su un muretto e i dipinti sono stati notati da una famiglia che ha allertato il 112 verso le 21. Solo dopo questa segnalazione è scattato l’allarme nonostante nel museo vi fossero i custodi del turno 19.30-7.30, riporta l’agenzia ansa. Un’altra coppia di messinesi si è pure fermata incuriosita davanti le opere abbandonate e ha fotografato i preziosi dipinti appoggiati al muretto che sostiene le sbarre attorno al museo lungo il viale Annunziata. Due di queste risultano allargate forse per consentire il passaggio di un uomo. I sistemi di sicurezza, allarme e videosorveglianza erano perfettamente funzionanti, come ha precisato ieri la direzione del museo. Le indagini puntato a chiarire cosa sia accaduto e come mai i custodi addetti ai monitor che mostrano le immagini delle videocamere non abbiano notato nulla. Sotto la lente d’ingrandimento anche tutte le telecamere che sono nella zona del museo e quelle delle strade limitrofe. La procura sta procedendo a carico di persone, allo stato, ignote in ordine per furto pluriaggravato di opere d’arte, secondo quanto diramato in una nota dal procuratore capo di Messina Antonio D’Amato. Gli inquirenti stanno cercando di capire se si è trattato di un furto su commissione o se i ladri avevano in mente un piano ben preciso.

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