RAGUSA - DAINI E CINGHIALI, DUE QUESTIONI SEPARATE

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Anche il segretario regionale del Partito Liberaldemocratico Sicilia, Salvo Liuzzo, interviene sull’avvio, dal 1 settembre, degli interventi di contenimento della popolazione di daini nel territorio ibleo. «Chiedo alla Regione Siciliana di sospendere il provvedimento – dice – almeno fino a quando non saranno messi a disposizione dati chiari, aggiornati e verificabili sulla reale consistenza della popolazione e sui problemi concretamente provocati dalla sua presenza».
SALVO LIUZZO Segretario Regionale PLD
Sulla vicenda torna a farsi sentire la deputata regionale del M5S Stefania Campo secondo la quale “La lettera aperta del dirigente del Servizio 15, Tullio Serges, non chiude affatto la vicenda”. Campo mette in rilievo, in particolare, la contraddizione “che riguarda il sabato e i controlli sanitari. L’atto del 15 agosto – spiega Campo – consentiva di operare il sabato perché non erano previsti esami sulle carcasse; successivamente Serges lo ha escluso per consentire i campionamenti, annunciando un protocollo specifico». Resta, inoltre, il mistero sul numero dei daini. In una lettera del 19 gennaio Serges definiva la presenza “abbastanza sporadica”. Oggi parla di circa cento capi. La stessa opacità, per la deputata, riguarda i “notevolissimi danni” alle colture e i “gravi incidenti stradali”. Separata resta invece la questione dei cinghiali, problema censito e affrontato dalla Forestale anche attraverso le catture. «Proprio perché il problema esiste, – dice Campo – non serve inventare un’emergenza sanitaria. In Sicilia non è stato dichiarato allarme per la peste suina africana. Agitarla come spauracchio per invocare abbattimenti significa produrre terrorismo comunicativo». E sui cinghiali interviene anche il consigliere comunale di Ragusa Salvatore Battaglia, che la definisce “una questione di sicurezza pubblica, di tutela delle colture e di equilibrio ambientale. Negli ultimi mesi, – denuncia – gli avvistamenti e gli incidenti stradali si sono moltiplicati, in particolare lungo la Ragusa–Giarratana, nei pressi della diga di Santa Rosalia. «La Regione – afferma – ha finalmente riconosciuto che siamo davanti a un’emergenza strutturale. Per anni il problema è stato sottovalutato. Oggi paghiamo il prezzo di una mancata programmazione. E’ una sfida – conclude – che richiede decisioni coraggiose”.

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